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mercoledì 7 gennaio 2015

Allergie: gli alimenti che calmano i sintomi e che li peggiorano r-ALLERGIE-large570

Finalmente la bella stagione! Ma non per tutti: il 30% della popolazione italiana, infatti, teme proprio la primavera perché per loro è sinonimo di naso che cola, starnuti, tosse, solletico alla gola ed occhi rossi. Oltre che dai pollini, le reazioni allergiche possono essere scatenate anche dal contatto con alcuni alimenti. Accade perché si verifica una cross-reattività tra piante e cibi.
Ecco perché ciò che mangiamo è sempre di cruciale importanza per tutti i soggetti allergici e non solo per chi soffre di qualche intolleranza alimentare. Secondo gli esperti dell'American College of Asthma and Immunology, infatti, alcuni alimenti sono in grado di ridurre i sintomi e persino l'intensità delle allergie stagionali mentre altri, al contrario, li peggiorano. Ecco cinque alimenti da cui stare alla larga se si è allergici e cinque che, invece, possono diventare dei preziosi alleati.

per leggere l'intero articolo cliccare sul link:

mercoledì 16 gennaio 2013

I test per le intolleranze alimentari: funzionano davvero?

Le intolleranze alimentari sono delle allergie non allergiche, ovvero il corpo reagisce come a una vera e propria allergia, ma in questo caso il problema è reversibile.
Se ingeriamo una sostanza a cui siamo intolleranti, i linfociti presenti nel nostro corpo fanno fronte a questa aggressione, abbassando le difese immunitarie.
Attualmente le intolleranze effettivamente accertate sono quelle al lattosio e al glutine, anche se in realtà l’intolleranza può essere a qualsiasi alimento e soprattutto, le cause sono ancora ignote. Come abbiamo detto qualche post fa, parlando della celiachia, una delle teorie è che l’introduzione del latte vaccino troppo in anticipo nei neonati, possa far aumentare l’insorgenza della malattia..
Inutile dire che, come per la celiachia, le intolleranze alimentari vanno di moda negli ultimi anni. Ogni cosa che capita, ogni piccolo fastidio intestinale, sono intolleranze alimentari.. Sempre e comunque.
In molti casi è effettivamente così, ma una delle domande che più ci vengono rivolte è come fare a scoprire se l’intolleranza c’è o meno..
I test sono numerosi, ma la possibilità di un falso positivo è abbastanza alta. Ci sono test non convenzionali e test scientifici, ma non prenderemo in considerazione i primi, in quanto basati su metodi empirici e discutibili, mentre quelli scientifici sono nati proprio in risposta al dilagare di questi test un po’ assurdi spuntano come i funghi, anche se la realtà dei fatti è che non ci sono a oggi test che garantiscano un risultato sicuro al 100%.
I parametri che rendono impossibile un’ accuratezza nei test scientifici sono la sensibilità del soggetto, ovvero la probabilità che il soggetto possa presentare un test positivo. Se il test è affidabile dovrebbe essere del 100%, i test non convenzionali arrivano al 30 %, mentre quelli scientifici arrivano al massimo al 70%.
La specificità, ovvero la probabilità che il soggetto presenti un test negativo. Dovrebbe essere 1, ma i test attualmente esistenti. Può capitare spesso che ci siano soggetti perfettamente sani che risultino positivi al test..
La tipologia di alimenti, in quanto ci sono alimenti per i quali è piuttosto complesso dimostrare un’intolleranza. C’è un test, chiamato Vega test, che viene usato per cercare intolleranze in alimenti come cioccolato o lecitina di soia, altri come il DRIA, raffinano gli alimenti stessi prima della ricerca, anche se questa semplificazione non rende più semplice (scusatemi il gioco di parole) trovare l’intolleranza..
La quantità di alimenti è molto importante, più se ne ricercano più è complicato trovare l’intolleranza.
Le estensioni.. Scoperta un’intolleranza, viene tolto l’alimento positivo, ma spesso la situazione non migliora, al punto che è necessario levare anche altri alimenti correlati. Per esempio, se una persona è intollerante ai lieviti, il più delle volte non basta eliminare il lievito chimico, ma anche lo yogurt, l’aceto e tutto ciò che lievita.
A oggi quindi, cari i miei intolleranti, l’unico rimedio effettivamente valido è sospendere l’alimento che sembra darvi il problema per almeno 3 settimane. Si può valutare subito se la situazione migliora o meno. Nel caso non cambiasse nulla, si eliminano gli alimenti correlati per altre 3 settimane e si attendono i risultati.
L’unica soluzione è eliminare l’alimento per un certo periodo di tempo, che viene solitamente stabilito da un dottore (a cui voi vi sarete rivolti per parlare del vostro problema), un dietologo o il vostro nutrizionista, per poi reintrodurlo poco alla volta, fino a rientrare nella vostra routine, senza più fastidiosissimi problemini….

dott.ssa Paola Piumazzi - Farmacista
dal sito www.farmacistionline.net 

giovedì 29 marzo 2012

Fiori di bach per le allergie di primavera


allergie-pioppo

Maledetta primavera è una canzone che non mi è mai piaciuta, anche per il titolo. In questo periodo trovo spesso questo titolo usato per definire il periodo delle allergie.
Ovvio che chi soffre di allergie non sta bene, ma dai… la primavera non è brutta, io l’adoro. I colori, i profumi, i fiori, la rinascita.
Hai pensato a cosa metaforicamente, ma non troppo, suggerisce il problema delle allergie? Cosa dice una persona allergica?
Non sopporto il polline di tale pianta (o altra che sia).
La parola allergia, non nel senso medico, significa:
Avversione, insofferenza nei confronti di qualcuno o qualcosa

Quando penso ad una persona allergica in termini di rimedi floreali penso a Beech, questa la descrizione che scrisse lo stesso E. Bach:

"Per quelli che sentono il bisogno di vedere di più il buono e
il bello in tutto ciò che li circonda e, benché molto appaia sbagliato,
di avere la capacità di vedere il buono crescere dentro. Possono così
essere più tolleranti, indulgenti e comprensivi rispetto ai diversi
modi in cui ciascun individuo e tutte le cose si impegnano per
raggiungere la propria perfezione finale"

La persona Beech non tollera nulla, tutto gli da fastidio. I fattori esterni creano irritazione e non vengono sopportati, per questi motivi collego le allergie a Beech.

Crab Apple può essere utile perché favorisce la “pulizia” dalle ostruzioni respiratorie causate dagli agenti esterni. Holly per le irritazioni eventualmente presenti nella fase allergica può aiutare.

In questo articolo ho osservato il problema delle allergie nella loro fase acuta, quello che ogni volta va cercato e capito è l’individuo con tutte le sue sfumature e reazioni. Ricreare un giusto equilibrio emozionale avrà poi ripercussioni su tutta la persona.

http://floriterapia.fioridibach.it/fiori-per-le-allergie-di-primavera/