L'emicrania, comunemente conosciuta come "mal di testa", rappresenta
ad oggi una tra le patologie più comuni, identificata dalla medicina
ufficiale tra le prime 20 patologie al mondo più disabilitanti.
Non sempre chiare sono le cause della sua insorgenza e non sempre
risultano efficaci i trattamenti farmacologici nelle persone affette da
patologia cronica.
Per studiare la relazione e l'efficacia dello Shiatsu nel contribuire
al miglioramento della qualità della vita delle persone con disturbi
cronici, è in atto una sperimentazione presso l'ospedale Sant'Andrea di
Roma in collaborazione con l'università "La Sapienza".
per leggere l'intero articolo cliccare sul link
http://www.donatogiannuzzi.it/index.php/16-articoli-su-benessere/60-combattere-l-emicrania-con-lo-shiatsu-i-nuovi-stimoli-della-ricerca-medica
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mercoledì 7 gennaio 2015
La stanchezza cronica
La stanchezza è un sintomo che viene lamentato con grande frequenza, con
la richiesta di un "ricostituente che tiri su", che aiuti a superare
situazioni di disagio indefinite, caratterizzate da una condizione
generale di perdita di energie fisiche e psichiche.
Nella clinica, la stanchezza è uno dei sintomi che accompagnano condizioni particolari: stati post−influenzali, convalescenze dopo interventi chirurgici, gravidanza, soprattutto nei primi mesi di gestazione, post−partum. Altre volte è un segnale di quadri di maggiore complessità: importanti malattie infettive, soprattutto virali, diabete, anemie, neoplasie, patologie endocrine come l'ipotiroidismo; talora è la conseguenza di una terapia di antibiotici, cortisonici, antipertensivi, diuretici, o altri farmaci.
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http://www.donatogiannuzzi.it/index.php/16-articoli-su-benessere/81-la-stanchezza-cronica
Nella clinica, la stanchezza è uno dei sintomi che accompagnano condizioni particolari: stati post−influenzali, convalescenze dopo interventi chirurgici, gravidanza, soprattutto nei primi mesi di gestazione, post−partum. Altre volte è un segnale di quadri di maggiore complessità: importanti malattie infettive, soprattutto virali, diabete, anemie, neoplasie, patologie endocrine come l'ipotiroidismo; talora è la conseguenza di una terapia di antibiotici, cortisonici, antipertensivi, diuretici, o altri farmaci.
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Il significato emotivo delle tensioni muscolari: possibili relazioni tra bioenergetica-medicina cinese-shiatsu e integrazione fasciale
"Il significato emotivo della tensione muscolare non è capito a
sufficienza. I conflitti emotivi infantili non risolti sono strutturati
nel corpo come tensioni muscolari croniche che imprigionano la persona
limitando la sua motilità e la sua capacità di sentire. Queste tensioni
che attanagliano il corpo e lo plasmano, lo dissociano, lo distorcono,
devono essere eliminate prima di raggiungere la libertà interiore. Senza
questa libertà è illusorio credere di poter pensare, sentire, agire e
amare liberamente."
Alexander Lowen
Comparare le antiche tradizioni dell'estremo oriente al moderno sistema di pensiero occidentale può sembrare difficile. Quanto segue rappresenta un tentativo di stendere un ponte tra concezioni che pur essendo differenti tra loro, a volte rappresentano forti analogie anche se espresse con linguaggi differenti. Trovo che, osservare lo stesso fenomeno da punti di vista diversi e modelli di analisi delle realtà differenti, permette di comprenderne la sua complessità in modo più chiaro.
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http://www.donatogiannuzzi.it/index.php/16-articoli-su-benessere/88-il-significato-emotivo-delle-tensioni-muscolari-possibili-relazioni-tra-bioenergetica-medicina-cinese-shiatsu-e-integrazione-fasciale
Alexander Lowen
Comparare le antiche tradizioni dell'estremo oriente al moderno sistema di pensiero occidentale può sembrare difficile. Quanto segue rappresenta un tentativo di stendere un ponte tra concezioni che pur essendo differenti tra loro, a volte rappresentano forti analogie anche se espresse con linguaggi differenti. Trovo che, osservare lo stesso fenomeno da punti di vista diversi e modelli di analisi delle realtà differenti, permette di comprenderne la sua complessità in modo più chiaro.
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domenica 30 giugno 2013
Shiatsu: benessere psico-fisico
Lo shiatsu, praticato in Giappone fin dal VI secolo, è una tecnica di massaggio che, utilizzando i polpastrelli e i palmi delle mani, si prefigge di riequilibrare l’energia corporea aumentando il benessere della persona.Prove scientifiche certe circa la sua capacità di curare le malattie non ce ne sono ma, poichè è una tecnica che si basa sul contatto psico-fisico, può essere tranquillamente affiancata alla medicina tradizionale per potenziarne i benefici.Ciò che si propone lo shiatsu è recuperare l’energia che ogni individuo possiede dentro di sè imparando ad ascoltare il proprio corpo. Sottoponendosi costantemente a massaggi shiatsu, infatti, si riesce a recuparare il benessere perso a causa di tanti motivi, primo fra tutti lo stress, e a vivere più in armonia sia con se stessi che con gli altri.Lo shiatsu si basa su quattro principi fondamentali: il respiro, la postura, la perpendicolarità, la pressione.Nel mondo occidentale siamo concentrati sempre sull’aspetto organico del nostro corpo tralasciando quello psichico. La nostra preoccupazione più grande è che i nostri organi funzionino sempre al meglio così come la nostra circolazione sanguigna, senza pensare che esiste in ogni essere umano anche una circolazione di sentimenti ed emozioni che dobbiamo necessariamente imparare a gestire se desideriamo davvero raggiungere uno stato di benessere.Provare rabbia, dolore, frustrazione, gioia, speranza è fondamentale per ognuno di noi perchè questi sentimenti ci danno la forza e la spinta per raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissi. Se blocchiamo queste emozioni dentro di noi senza lasciarle scorrere le intrappoleremo e diventeranno, per forza di cose, nocive anche per la nostra salute fisica.Lo shiatsu si propone proprio questo: attraverso la manipolazione, la digitopressione aiuta tutta la nostra energia, sia positiva che negativa a scorrere attraverso il nostro corpo e a restituirci stabilità e vitalità.Una scuola psicanalista affermava che la pressione esercitata durante un trattamento schiatsu, rievoca quella che ognuno di noi ha ricevuto nel grembo materno, dal liquido amniotico, rievocando così una sensazione di sicurezza e benessere. Come già detto precedentemente lo shiatsu non rappresenta la cura per nessuna patologia ma è assolutamente vero però che, stimolando l’energia vitale nascosta in ognuno di noi, ci rende più forti e rende più reattivi i nostri organi contro qualsiasi attacco esterno. Sottoporsi regolarmente a manipolazioni shiatsu fa diminuire la possibilità di incorrere in malattie causate da stress, cattiva alimantazione o abitudini di vita sbagliate.Lo shiatsu non presenta nessuna controindicazione tanto è vero che è raccomandato anche per i bambini più piccoli. Non sono pochi i casi in cui genitori, disperati per i continui pianti notturni dei piccoli, dovuti molte volte a piccole coliche, hanno visto migliorare la situazione sottoponendoli a questo tipo di manipolazioni che sono riuscite a trasmettere calma e serenità. Molte volte quando il nostro scorpo si ammala ci sta mandando solo una richiesta di aiuto per qualcosa che non va come dovrebbe nella nostra vita: avvicinarsi allo shiatsu potrebbe essere un modo per autoconoscerci e far pace con noi stessi e con il mondo.
domenica 17 giugno 2012
LA PREVENZIONE DEGLI INFORTUNI CON METODI COMPLEMENTARI: SHIATSU E STRETCHING
INTRODUZIONE
L'allungamento muscolare riveste ormai un ruolo fondamentale in qualsiasi
programma di allenamento, per atleti praticanti sport a livello amatoriale o
agonistico.
Gli effetti prodotti dalla pratica assidua di questa metodica sono importanti
sia dal punto di vista della prestazione fisica sia per l'esecuzione tecnica del
gesto sportivo.
Allo stesso modo la tecnica di massaggio dello shiatsu,
praticata fin dai tempi più antichi, ha degli ottimi riscontri da un punto di
vista preventivo per i classici infortuni sportivi.
Toru Namikoshi [8-9] ha definito lo shiatsu come un "metodo atto a migliorare
lo stato di salute attraverso l'eliminazione delle sostanze responsabili della
fatica e la stimolazione delle capacità di recupero naturali, favorite dalla
pressione digitale e manuale contro determinati punti della superficie del
corpo".
La
combinazione tra stretching e shiatsu vuole rappresentare un suggerimento
alternativo ad un classico programma di prevenzione sportiva.
Le
due metodiche complementari sono utilizzate per un miglioramento delle capacità
di allungamento ed elasticità muscolo - tendinea.
SIGNIFICATO DELLO
SHIATSU
La
parola shiatsu letteralmente significa digito-pressione (shi = dito, tsu =
pressione); con questo termine si indica un'antica forma di massaggio con
origini in Giappone.
Questa si pratica fondamentalmente con la pressione dei pollici e comprende
tecniche mediante le quali si determina la stimolazione di nervi, muscoli e
articolazioni, tessuto connettivo e sistema circolatorio.
Nel corso dei secoli numerose sono state le tecniche shiatsu sviluppatesi:
alcuni come Masunaga [7], integrarono la propria esperienza attraverso lo
studio degli elementi base della medicina cinese; altri, come Namikoshi [8, 9],
coniarono un metodo basato su nozioni scientifiche mediante la stimolazione del
normale percorso dei nervi. Quest'ultimo è il metodo preso in considerazione nel
nostro lavoro.
Studi neuro-fisiologici e biochimici recenti, hanno messo in evidenza la
capacità, da parte dei fasci nervosi periferici e delle terminazioni sensitive,
di influenzare i centri da cui dipendono, localizzati nel midollo spinale e
nell'encefalo.
In
altre parole, le diramazioni terminali del sistema nervoso non sono solo degli
organi esecutori con conduzione centrifuga dell'impulso, ma anche centripeta.
Per cui i centri ipotalamici vengono stimolati alla produzione di sostanze
chimiche con azione inibitoria sul dolore chiamate endorfine, con azione sia
locale che generale.
È
stato osservato che la stimolazione del sistema nervoso periferico mediante
impulsi elettrici di bassissima intensità (con frequenza di 1-2 impulsi/sec)
applicati alla pelle e/o al muscolo scheletrico produce una diminuzione di
sensibilità al dolore aumentando la quantità di endorfine (Palombini, 1999).
Secondo lo steso autore la tecnica dello shiatsu, mediante le sue energiche e
ritmiche pressioni, determina una stimolazione con effetti biochimici simili a
quelli succitati; ciò spiega la sua notevole efficacia sul dolore e quindi sulla
contrattura muscolare.
LO STRETCHING
Il
corpo tende naturalmente ad irrigidirsi per difesa da un dolore. La rigidità
crea una limitazione dei movimenti con conseguente riduzione della funzionalità
delle strutture ossee, muscolari, articolari e nervose.
Molti allenatori per contrastare la perdita di mobilità (ovvero la capacità di
esprimere un movimento con la massima escursione consentita dall'articolazione
in questione), hanno inserito, come componente fondamentale del processo di
allenamento, la pratica dell'allungamento muscolare.
Lo
stretching è il modo più semplice ed efficace per contrastare la rigidità e la
tensione muscolare.
Una buona mobilità articolare secondo Norris (1997), permette di ottenere
diversi vantaggi:
-
determina un "risparmio energetico" nell'effettuazione delle varie azioni
motorie, riducendo la fatica in quanto agevola i movimenti dinamici
-
migliora la coordinazione dei gesti, facilitando la relazione
contrazione-decontrazione muscolare
-
previene lesioni muscolo - tendinee consentendo il sostegno attivo delle
articolazioni più soggette ad infortunio.
Molti studiosi hanno cercato di indicare il tempo ideale di mantenimento della
postura in allungamento statico, variando da un minimo di 20-30'' (Anderson,
1994) fino ad un massimo di 20' suggeriti dalla scuola francese Mézièristica (Souchard,
1982).
Tuttavia si ritiene che, per motivi pratici e di tempo, la tecnica che si adatta
meglio alla applicazione pratica dello shiatsu, sia quella classica di Anderson
[1].
EFFETTI CUMULATIVI DI SHIATSU E STRETCHING
Da
quanto enunciato, si può facilmente intuire come l'azione combinata delle due
tecniche integra ed amplifica gli effetti di ciascuna di esse.
Secondo la nostra esperienza lo stretching deve essere preceduto da un
trattamento shiatsu completo, intendendo con questo termine un massaggio che
interessi ogni tratto del corpo, della durata di circa 30-40'.
La
pressione shiatsu penetra in profondità e scioglie la rigidità muscolare;
stimolando la circolazione migliora l'apporto di ossigeno (Namikoshi, 1997).
Lo
stretching, allungando le fibre muscolari, normalizza il rapporto
tensione/lunghezza tra catene sinergiche ed antagoniste (Massara, 1986);
ripristina anche le capacità recettoriali del proprio schema corporeo (Scoppa,
1988).
Secondo Namikoshi, queste sono alcune regole fondamentali affinché la
combinazione delle due tecniche sia efficace:
-
eseguire lo stretching solo dopo che lo shiatsu esteso a tutto il corpo abbia
eliminato o diminuito la rigidità muscolare
-
sia l'una che l'altra tecnica vanno praticate con gradualità ed in sincronia col
respiro: mai con forza
-
prima di iniziare il trattamento bisogna provvedere ad espellere urina e feci
-
non effettuare lo shiatsu in presenza di stati infiammatori, lesioni cutanee,
ulcere e problemi viscerali nonché dopo i pasti.
A
nostro parere, applicando la combinazione delle metodiche descritte ad un atleta
evoluto sarà necessario inoltre:
-
programmare il lavoro in relazione al macrociclo di allenamento nel quale ci
troviamo
-
differenziare le applicazioni in base alla disciplina sportiva praticata e al
livello agonistico raggiunto.
Appare evidente come l'utilizzo di questi metodi complementari risulti di
fondamentale importanza per un qualsiasi programma di allenamento sportivo.
CONCLUSIONE
La
trattazione è indirizzata all'illustrazione di due metodi complementari per un
strutturazione di un programma di prevenzione di infortuni per atleti.
I
due metodi presi in considerazioni sono lo stretching, ormai parte integrante
dei programmi di allenamento da numerosi anni, e l'antico massaggio shiatsu
presentato come auto-digito-pressione dei punti suggeriti nel metodo Namikoshi.
La
combinazione degli effetti delle due metodiche assume indubbiamente grande
rilevanza in ambito preventivo.
Il
testo vuole rappresentare un momento di riflessione ed un suggerimento per una
integrazione alla classica programmazione di allenamento, nella quale la
prevenzione riveste un ruolo di fondamentale importanza.
Riccardo Barigelli
e Nicoletta Tafuro
Laurea in Scienze Motorie – Master in Metodologia dell'allenamento
Master in Scienza e tecnica dello sport e del Fitness
(Pubblicato nell'agosto del 2007
su
www.asdsalus.wordpress.com)
BIBLIOGRAFIA
-
Anderson B.: ESERCIZI MODERNI PER UNA PERFETTA FORMA FISICA E PER LA PRATICA DI TUTTI GLI SPORT - Arnoldo Mondatori Ed., 1994, Milano
-
Biscotti G.N.: STRETCHING: UNA VISIONE CRITICA – Sport e Medicina 2, 2005, 17-19
-
Cometti G., Ongaro L., Alberti G.: STRETCHING E PERFORMANCE SPORTIVA (parte prima) – Sds Scuola dello Sport, XXIII, 2004, 60-61, 47-59
-
Cometti G., Ongaro L., Alberti G.: STRETCHING E PERFORMANCE SPORTIVA (parte seconda) – Sds Scuola dello Sport, XXIII, 2004, 62-63, 33-40
-
Cometti G., Ongaro L., Alberti G.: RISCALDAMENTO E PRESTAZIONE SPORTIVA – Sds Scuola dello Sport, XXIV, 2005, 64, 17-27
-
Massara G.: ALTERAZIONI MORFOLOGICHE DELL'ETÀ EVOLUTIVA - Chinesiologia Scientifica n.4, 1986, Firenze
-
Masunaga S., Ohashi W.: ZEN SHIATSU – la terapia shiatsu secondo i principi dello zen - Ed. Mediterranee, 2001, Roma
-
Namikoshi T.: SHIATSU + STRETCHING – tecniche ed esercizi per migliorare forma e salute - Ed. Mediterranee, 1997, Roma
-
Namikoshi T.: TERAPIA SHIATSU – teoria e pratica - Ed. Mediterranee, 2000, Roma
-
Norris C.M.: FLESSIBILITÀ, GUIDA PRATICA ALLO STRETCHING - Ed Mediterranee, 1997, Roma
-
Palombini R.,Palombini F.: TECNICA PRATICA DELLO SHIATSU - Società Stampa Sportiva, 1999, Roma
-
Scoppa F.: ALLUNGAMENTO MUSCOLARE PROPRIOCETTIVO, LA NOZIONE DI POSTURA ATTIVA - Chinesiologia Scientifica n.2, 1988, Firenze
-
Souchard Ph. E.: GINNASTICA POSTURALE E TECNICA MEZIERES - Marrapese Editore, 1982, Roma
lunedì 11 giugno 2012
RIEDUCAZIONE POSTURALE E TERAPIA SHIATSU, INTEGRAZIONE POSSIBILE
Le
motivazioni che mi hanno indotto a scrivere questo breve articolo sulla
possibilità di integrare due metodiche che presentano caratteristiche
idonee a trarne un'alleanza efficace, sono principalmente legate alla
necessità, sentita tanto dai pazienti quanto dai terapisti, di adottare
trattamenti personalizzati ed efficaci, che non trascurino gli elementi
somatici e psichici che si fondono nell'unità "Uomo". Molti autori hanno
già affrontato l'argomento, ma ritengo comunque utili ulteriori
riflessioni in materia al fine di rendere il momento terapeutico sempre
più ricco in contenuti che soddisfino la domanda di "Cura".
Chi, come me, si è fatto una lunga esperienza (più di tre lustri) nella riabilitazione applicata in campo ortopedico, neurologico, cardiologico e pneumologico, sa che i supporti tecnologici disponibili sono tanti e molto validi (come le più recenti e sofisticate forme di elettroterapia, i soft-laser, le apparecchiature isocinetiche, l'ipertermia etc.), eppure la ricchezza di sfumature, e quindi di capacità di adattamento alle necessità della terapia, di cui possiamo disporre come agendo direttamente con il contatto manuale e con quello impalpabile ma altrettanto essenziale appartenente al piano relazionale, è incomparabilmente più vasta.
Come terapisti sappiamo quanto sia importante l'effetto della "manu terapeutica" (senza voler usurpare quella "medica") sui nostri pazienti. E' nostra quotidiana esperienza la constatazione dell'apprezzamento di chi si affida a noi per un rapporto che si fonda sulla professionalità e sulla capacità tecnica, ma anche sulla fiducia ed il senso di sicurezza che sa infondere il terapeuta. Tra le tecniche, di validità provata, che privilegiano un rapporto che tiene conto di questi fattori troviamo la Terapia Posturale e la Terapia Shiatsu.
Sarà bene, a questo punto, riassumere brevemente per i lettori non esperti in questi campi specifici i fondamenti delle due metodiche:
- La terapia posturale
Si basa sui principi elaborati, dopo felici intuizioni, dalla terapista Francoise Mézières ed affinati nel corso degli anni da altri colleghi. Si può, in estrema sintesi, affermare che con questa metodologia si mira a ricondurre verso la "Forma Ideale" (il cosiddetto Biotipo di Riferimento) soggetti i quali, assumendo atteggiamenti corporei che se ne allontanano, soffrono di disturbi prevalentemente ortopedici. In relazione alla constatazione che il nostro atteggiamento somatico (o postura) è mantenuto dall'apparato muscolare che spesso è sede di contratture e retrazioni conseguenti a patologie, a traumi, oppure a cause psichiche come stress ed ansia, un intervento che miri a recuperare l'elasticità dei muscoli e quindi la postura ideale è decisamente auspicabile.
Per questo genere di disturbo è ormai cosa nota che la semplice terapia antalgica (farmacologica o fisiatrica) non è sufficiente a risolvere il quadro clinico, se non per brevi periodi e spesso al prezzo di notevoli effetti collaterali; bisogna quindi adottare una terapia che agisca contro le cause dei disturbi prima ancora che contro i sintomi. La rieducazione posturale risponde egregiamente a questi requisiti fornendo al paziente sia un intervento mirato alla risoluzione dei dismorfismi indotti da un'alterata distribuzione delle forze muscolari sia una migliore coscienza del "sé corporeo", aspetto, quest'ultimo, tanto importante quanto ignorato in altri tipi di cura.
La R.M. si avvale principalmente dell'Esercizio Isometrico in Massimo Allungamento dei muscoli retratti e di posizionamenti correttivi, tutto ciò dopo un accuratissimo esame obiettivo di struttura ed atteggiamento corporeo del paziente e dopo la raccolta delle anamnesi remota e patologica.
Accade, però, che alcuni pazienti siano inizialmente in uno stato di contrattura (distrettuale o generalizzata) tale da rallentare il lavoro delle prime sedute. In queste situazioni è bene tener conto dei sintomi ed attuare una terapia (scevra da effetti collaterali) in grado di dare sollievo al paziente, abbreviando conseguentemente i tempi di recupero.
Una forma di cura che mi sembra rispondere a criteri olistici, ai quali la R.M. s'ispira è la:
-Terapia Shiatsu
Essa può risultare assai utile nei soggetti i quali hanno difficoltà a raggiungere il minimo grado di rilassamento (muscolare e psichico) che l'esecuzione degli esercizi posturali richiede. E' possibile quindi ricorrere allo Shiatsu per indurre rapidamente uno stato di rilassamento e benessere atto a favorire il lavoro attivo che sarà richiesto.
Anche in questo caso è bene fornire qualche accenno alle basi su cui questa terapia si fonda ed alla tecnica esecutiva.
Va detto innanzi tutto che lo shiatsu è parte integrante della Medicina Manuale giapponese e che da questa è stato fatto proprio nel corso dei secoli al termine di una, per così dire, migrazione culturale delle conoscenze terapeutiche indiane e cinesi. Esso ha molte analogie con l'agopuntura (della quale usa 660 punti di trattamento su tutto il corpo), pur essendo non invasivo e basandosi principalmente su pressioni digitali ed altre manovre pressorie o vibratorie, tutte comunque delicate, gradevoli e molto rilassanti. Gli effetti di riduzione del dolore e delle contratture muscolari sono legati alla produzione di endorfine e ad effetti positivi sul microcircolo prodotti dalle manovre manuali. Si ottiene anche una riduzione delle tensioni emotive (con particolare riguardo a quelle dovute a stress) grazie alle suddette manovre ed alla situazione legata all'ambiente terapeutico, che deve essere estremamente accogliente e rilassante, oltre che al fondamentale sentimento di fiducia che il paziente deve avere nel suo terapista.
Millenni d'uso di questa tecnica semplice, ma di non facile esecuzione, ne hanno dimostrato la validità nei casi che ne trovano indicazione.
Riguardo alle indicazioni, non sarà mai ribadito a sufficienza che a qualunque diagnosi (medica od emessa dal fisioterapista, quando di sua competenza) deve far seguito la disamina dei trattamenti che trovano indicazione nel caso specifico e che risultano più efficaci
Chi, come me, si è fatto una lunga esperienza (più di tre lustri) nella riabilitazione applicata in campo ortopedico, neurologico, cardiologico e pneumologico, sa che i supporti tecnologici disponibili sono tanti e molto validi (come le più recenti e sofisticate forme di elettroterapia, i soft-laser, le apparecchiature isocinetiche, l'ipertermia etc.), eppure la ricchezza di sfumature, e quindi di capacità di adattamento alle necessità della terapia, di cui possiamo disporre come agendo direttamente con il contatto manuale e con quello impalpabile ma altrettanto essenziale appartenente al piano relazionale, è incomparabilmente più vasta.
Come terapisti sappiamo quanto sia importante l'effetto della "manu terapeutica" (senza voler usurpare quella "medica") sui nostri pazienti. E' nostra quotidiana esperienza la constatazione dell'apprezzamento di chi si affida a noi per un rapporto che si fonda sulla professionalità e sulla capacità tecnica, ma anche sulla fiducia ed il senso di sicurezza che sa infondere il terapeuta. Tra le tecniche, di validità provata, che privilegiano un rapporto che tiene conto di questi fattori troviamo la Terapia Posturale e la Terapia Shiatsu.
Sarà bene, a questo punto, riassumere brevemente per i lettori non esperti in questi campi specifici i fondamenti delle due metodiche:
- La terapia posturale
Si basa sui principi elaborati, dopo felici intuizioni, dalla terapista Francoise Mézières ed affinati nel corso degli anni da altri colleghi. Si può, in estrema sintesi, affermare che con questa metodologia si mira a ricondurre verso la "Forma Ideale" (il cosiddetto Biotipo di Riferimento) soggetti i quali, assumendo atteggiamenti corporei che se ne allontanano, soffrono di disturbi prevalentemente ortopedici. In relazione alla constatazione che il nostro atteggiamento somatico (o postura) è mantenuto dall'apparato muscolare che spesso è sede di contratture e retrazioni conseguenti a patologie, a traumi, oppure a cause psichiche come stress ed ansia, un intervento che miri a recuperare l'elasticità dei muscoli e quindi la postura ideale è decisamente auspicabile.
Per questo genere di disturbo è ormai cosa nota che la semplice terapia antalgica (farmacologica o fisiatrica) non è sufficiente a risolvere il quadro clinico, se non per brevi periodi e spesso al prezzo di notevoli effetti collaterali; bisogna quindi adottare una terapia che agisca contro le cause dei disturbi prima ancora che contro i sintomi. La rieducazione posturale risponde egregiamente a questi requisiti fornendo al paziente sia un intervento mirato alla risoluzione dei dismorfismi indotti da un'alterata distribuzione delle forze muscolari sia una migliore coscienza del "sé corporeo", aspetto, quest'ultimo, tanto importante quanto ignorato in altri tipi di cura.
La R.M. si avvale principalmente dell'Esercizio Isometrico in Massimo Allungamento dei muscoli retratti e di posizionamenti correttivi, tutto ciò dopo un accuratissimo esame obiettivo di struttura ed atteggiamento corporeo del paziente e dopo la raccolta delle anamnesi remota e patologica.
Accade, però, che alcuni pazienti siano inizialmente in uno stato di contrattura (distrettuale o generalizzata) tale da rallentare il lavoro delle prime sedute. In queste situazioni è bene tener conto dei sintomi ed attuare una terapia (scevra da effetti collaterali) in grado di dare sollievo al paziente, abbreviando conseguentemente i tempi di recupero.
Una forma di cura che mi sembra rispondere a criteri olistici, ai quali la R.M. s'ispira è la:
-Terapia Shiatsu
Essa può risultare assai utile nei soggetti i quali hanno difficoltà a raggiungere il minimo grado di rilassamento (muscolare e psichico) che l'esecuzione degli esercizi posturali richiede. E' possibile quindi ricorrere allo Shiatsu per indurre rapidamente uno stato di rilassamento e benessere atto a favorire il lavoro attivo che sarà richiesto.
Anche in questo caso è bene fornire qualche accenno alle basi su cui questa terapia si fonda ed alla tecnica esecutiva.
Va detto innanzi tutto che lo shiatsu è parte integrante della Medicina Manuale giapponese e che da questa è stato fatto proprio nel corso dei secoli al termine di una, per così dire, migrazione culturale delle conoscenze terapeutiche indiane e cinesi. Esso ha molte analogie con l'agopuntura (della quale usa 660 punti di trattamento su tutto il corpo), pur essendo non invasivo e basandosi principalmente su pressioni digitali ed altre manovre pressorie o vibratorie, tutte comunque delicate, gradevoli e molto rilassanti. Gli effetti di riduzione del dolore e delle contratture muscolari sono legati alla produzione di endorfine e ad effetti positivi sul microcircolo prodotti dalle manovre manuali. Si ottiene anche una riduzione delle tensioni emotive (con particolare riguardo a quelle dovute a stress) grazie alle suddette manovre ed alla situazione legata all'ambiente terapeutico, che deve essere estremamente accogliente e rilassante, oltre che al fondamentale sentimento di fiducia che il paziente deve avere nel suo terapista.
Millenni d'uso di questa tecnica semplice, ma di non facile esecuzione, ne hanno dimostrato la validità nei casi che ne trovano indicazione.
Riguardo alle indicazioni, non sarà mai ribadito a sufficienza che a qualunque diagnosi (medica od emessa dal fisioterapista, quando di sua competenza) deve far seguito la disamina dei trattamenti che trovano indicazione nel caso specifico e che risultano più efficaci
- per rapidità di raggiungimento dei risultati
- per la durata nel tempo degli stessi
- per la ridotta presenza, meglio ancora l'assenza, di effetti collaterali.
Una
volta certo della diagnosi e delle indicazioni a questi trattamenti, il
terapista potrà applicare le suddette tecniche le quali, grazie
all'effetto sinergico che viene esplicato, potranno rappresentare una
valida cura per molti pazienti.
*N.d.A. Pensate alla ricchezza della parola "cura" ( partecipazione, interesse ai problemi del malato, insieme attenzioni volte a ridurne la sofferenza, infine)
*N.d.A. Pensate alla ricchezza della parola "cura" ( partecipazione, interesse ai problemi del malato, insieme attenzioni volte a ridurne la sofferenza, infine)
tratto da http://www.aifimm.it
autore:
Massimo Musco
D.U. conseguito presso l'Università "La Sapienza di Roma"
Specializzato in Riabilitazione Respiratoria , Ginnastica di Rieducazione Posturale, Terapia Shiatsu, RM Metodo Mézières
autore:
Massimo Musco
D.U. conseguito presso l'Università "La Sapienza di Roma"
Specializzato in Riabilitazione Respiratoria , Ginnastica di Rieducazione Posturale, Terapia Shiatsu, RM Metodo Mézières
SHIATSU E SPORT
Quando un atleta affronta una
gara, non soltanto gareggia con tutto il suo corpo, ma partecipa anche
con il suo spirito, con le sue motivazioni, con la sua voglia di
divertirsi e di vincere. Nello sport il “Ben-Essere”, ossia lo stare
bene con se stessi, si raggiunge quando la partecipazione a un’attività
agonistica, o semplicemente sportiva, è globale e coinvolge
armoniosamente sia il fisico sia lo spirito.Tutti gli allenatori sanno
che il livello di prestazione si migliora non solo ponendo attenzione a
tecnica, tattica, preparazione fisica e alimentazione, ma anche ai
periodi di alternanza sonno — veglia, alla qualità di utilizzo del tempo
libero, all’attività sessuale, alle amicizie e anche a ciò che si pensa
e a come lo si pensa.Un allenatore, perciò, nel programmare gli
allenamenti, deve tenere presente tutti i componenti della qualità della
vita, perché tutte entrano in gioco e contribuiscono a modellare il
comportamento finale che un atleta esprime nella prestazione agonistica.
Tuttavia, risulta difficile prendere in considerazione tutte queste
variabili (soprattutto quelle emotive e psicologiche) in quanto, in
alcuni casi, è l’atleta stesso a non essere cosciente che “emozioni
bloccate o problemi della giornata” possano influire sul proprio fisico e
di conseguenza sulla sua prestazione, sia in allenamento che in
gara.Un’arte come lo Shiatsu che ha come scopo principale
l’armonizzazione di “corpo - mente — spirito” di una persona, può
rappresentare un valido supporto psico - fisico per gli sportivi.
Riequilibrando l’energia corporea dei singoli atleti, i trattamenti
Shiatsu permettono di agire positivamente su “fattori chiave”
influenzanti la prestazione sportiva come lo stato di salute, i valori
fisici e psichici e l’efficienza tecnico tattica dell’organismo.
LO STATO DI SALUTE
Per uno sportivo, soprattutto a
livello agonistico, è necessario mantenere e preservare uno stato di
salute tale da non compromettere il lavoro svolto durante la fase di
preparazione alla gara. Da un lato una buona condizione fisica generale
consente all’atleta di aumentare il suo rendimento sia in allenamento
che in competizione; dall’altro, al fine di raggiungere gli obiettivi
prefissati e programmati, è inevitabile che ogni sportivo presenti un
buon stato di salute di base.Attraverso la stimolazione dei processi di
autoguarigione dell’individuo, lo Shiatsu rappresenta un ottimo sostegno
nella prevenzione e nella cura di malattie e infortuni nei quali può
incorrere un atleta.I trattamenti Shiatsu, praticati effettuando
pressioni su punti o zone della cute ritenuti in carenza o in eccesso di
energia da parte dell’operatore, permettono il raggiungimento di un
equilibrio psicofisico necessario al mantenimento di uno stato di salute
adeguato alle differenti attività sportive.
VALORI FISICI
La Scioltezza articolare
Molteplici sono gli effetti che i trattamenti Shiatsu hanno sul corpo,
muscolarmente potente, di atleti di alto livello: maggior scioltezza
articolare, più forza elastica e di conseguenza un aumento della potenza
nei colpi. Le pressioni lunghe e prolungate tipiche dello Shiatsu vanno
a lavorare in profondità sul tessuto ed incidono sugli strati più
profondi del sistema muscolare. Tali pressioni liberano le tensioni e
permettono, con un lavoro mirato di stretching, di ottenere un sistema
muscolare più elastico e resistente allo stress agonistico. Ne risulta
quindi che gli atleti che praticano sport come la pallavolo, il tennis,
la pallanuoto, ecc... in cui l’ampiezza articolare dipende strettamente
dal grado di scioltezza articolare, ottengono un aumento nella potenza
impressa ai colpi. Inoltre, attraverso il rilassamento di muscoli
ipertonici (in conseguenza a traumi fisici o emotivi), le applicazioni
Shiatsu pervengono ad un aumento della mobilità e dell’elasticità
muscolare dell’atleta che incidono significativamente sulla diminuzione
degli infortuni.Differenti, invece, sono gli effetti dello Shiatsu sulla
forza esplosiva la quale è più legata alle caratteristiche fisiche
muscolari dell’atleta e al tipo di allenamento sul potenziamento della
fascia muscolare proposto dall’allenatore. In questo caso, lo Shiatsu
risulta avere un’influenza minore in quanto esso lavora più sul
rilassamento muscolare che sul potenziamento.
La Postura
Per postura s’intende posizione
reciproca delle varie parti del corpo in stazione eretta, facendo
implicitamente riferimento all’attività muscolare necessaria per
mantenere tale stato. In un normale stato di postura l’attività
muscolare è ridotta al minimo e non interferisce negativamente con le
normali funzioni degli altri apparati e sistemi, anzi vi contribuisce.
Nel mantenere la postura i muscoli delle diverse regioni corporee
lavorano coordinatamente opponendosi alla forza di gravità (ecco perché
non si può dormire in piedi) e bilanciandosi a vicenda. Quando la
posizione assunta dal corpo, in piedi o seduti, non è corretta, i
muscoli sono costretti ad uno sforzo maggiore e causano affaticamento.
In effetti, essendo numerose le parti del corpo che si devono
riequilibrare tra di loro, basta che una di esse sia in tensione per
provocare uno sbilanciamento del baricentro del corpo. Per evitare la
caduta, i muscoli dovranno supplire a questa tensione con altre
contrazioni che la contrastino. E’ sufficiente che la testa sia spostata
di qualche millimetro che, per reazione, entrano in gioco una serie di
contrazioni muscolari (dal capo fino ai piedi) per compensare questo
squilibrio. Il problema è che la maggior parte degli atleti è incapace
di dire se tiene una spalla più alta dell’altra, quale è l’espressione
del proprio viso o se la tensione dei muscoli lunghi del dorso è
simmetrica sui due lai della colonna, di conseguenza se assume posture
errate non si rende conto di quanta energia sprechi nel corso della
giornata. Inoltre le posture suddette, a lungo andare, potrebbero
peggiorare i difetti della statica, condizionando lo scheletro fino a
modificarne la struttura.Per ritrovare naturalmente una posizione
corretta, occorre prendere coscienza di tutte le contrazioni eccessive
che irrigidiscono i muscoli inutilmente e, man mano che riusciamo ad
eliminarle, ritroveremo nei nostri movimenti la grazia e
l’instancabilità tipica dell’età infantile. In questo contesto, lo
Shiatsu opera su due livelli fondamentali:- i trattamenti inducono nel
corpo del ricevente un profondo stato di rilassamento che agevola la
consapevolezza delle contrazioni da parte dell’individuo;- l’operatore,
attraverso la tecnica delle due mani separate, agisce sui punti del
corpo che presentano un eccesso d’energia al fine di distribuirla
equamente alle altre parti che ne sono carenti. L’attenzione della
persona sarà rivolta alla percezione delle proprie contrazioni. Rendendo
consapevole il processo di rilascio delle tensioni, viene data la
possibilità al corpo di correggere il suo squilibrio e di aggiustarsi
naturalmente. Man mano che si sviluppa la coscienza della postura, si
può operare per riportare il corpo in un rapporto armonioso con se
stesso e con la gravità
La Fascia
Il 60% della massa corporea è
costituito dal sistema muscolo — scheletrico. C'è una continuità
strutturale e funzionale fra i tessuti, duri e molli, che costituiscono
la componente meccanica della macchina umana. Bisogna scoraggiare la
tendenza a considerare una lesione locale isolata dal resto e accrescere
la consapevolezza sulla natura interdipendente di questo raggruppamento
di tessuti. Il sistema muscolo — scheletrico è composto di muscoli,
legamenti, tendini, ossa e fascia (tessuto connettivo) ed è il
principale consumatore dell’energia corporea. Tessuto connettivo formato
da una sostanza “granulosa” simile a gel con una base fibrosa, la
fascia possiede flessibilità e allo stesso tempo grande forza. Essa si
trova fra ogni strato della muscolatura, attorno ad ogni organo e in
ogni cavità corporea. Avvolge il midollo, il cervello ed ogni osso e si
trova persino negli spazi intercellulari. La fascia esiste sotto forma
di tessuto continuo in tutti gli strati del corpo. Questo significa che
un’anomalia della fascia in un punto del corpo può avere un effetto
negativo su qualsiasi altra area.La fascia, quindi, influenza in modo
importante la postura e la funzione di ogni organo ed ogni sistema del
corpo. Nello Shiatsu la ripetizione ritmica di compressioni profonde dei
tessuti produce un effetto di stiramento — rilasciamento dei tessuti
connettivi e delle fasce: questo permette di regolarizzare le tensioni
meccaniche, alle quali la struttura altamente specializzata dell’atleta è
sottoposta. Ricerche effettuate in Cina hanno indicato che il flusso
dell’energia attraverso il meridiano viene condotto nel corpo tramite la
fascia, inoltre, studi scientifici sulle basi neurofisiologiche
dell’agopuntura dimostrano come la stimolazione meccanica dei punti di
agopuntura produca, anche attraverso la sola pressione, importanti
stimolazioni dei centri nervosi superiori, a livello della sostanza
reticolare, del talamo, dell’ipotalamo e addirittura di molti nuclei
sottocorticali. A questo meccanismo vanno probabilmente attribuiti i
numerosi e talvolta vistosi effetti di regolazione neurovegetativa che
si ottengono con la Shiatsuterapia.Ogni volta che si applica una
pressione su di un punto dell’agopuntura (tsubo) o allunghiamo un
braccio o una gamba, influenziamo direttamente la fascia.
VALORI PSICHICI
Corpo e mente non sono due mondi
separati, ma sono due parti, in continua influenza reciproca, di un
tutt’uno: l’uomo, nella sua unità somato — psichica. In ambito medico è
ormai largamente condivisa l’idea che il benessere fisico abbia una sua
influenza su sentimenti ed emozioni e che a loro volta questi ultimi
abbiano una certa ripercussione sul corpo (PNEI).Le emozioni e gli stati
psichici , pur non organizzandosi in vere e proprie malattie, si
esprimono attraverso il corpo, coinvolgono il sistema nervoso autonomo e
forniscono una risposta vegetativa a situazioni di disagio psichico o
di stress.Quando un individuo sente di essere in pericolo, vero o
immaginario, tutto l’organismo ne è coinvolto e per proteggersi dal
pericolo attiva il meccanismo omeostatico. Un quadro di stress cronico
in tutto l’organismo produrrà a lungo andare contrazioni muscolari che a
loro volta, se prolungate, avranno serie conseguenze, ad esempio sul
sistema cardiovascolare. Persino una semplice contrazione muscolare del
braccio, se prolungata, farà alzare la pressione del sangue da 10 mm. a
20 mm Hg. Tutte le alterazioni emozionali si rispecchiano in altrettante
alterazioni muscolari. Atteggiamenti emozionali, come la rabbia o la
paura, e stati d’animo, come l’eccitamento o la depressione, producono
atteggiamenti muscolari caratteristici. La somatizzazione di un’emozione
o di uno stato psicologico generalmente ha una durata di tempo
limitata, cessa con il cessare dell’elemento scatenante e non presuppone
una lesione d’organo. Se tale somatizzazione permane al cessare
dell’elemento scatenante determina un uso costante e non necessario di
energia che con il tempo viene sottratta alle funzioni vitali del
corpo.Per avere una buona performance sportiva è fondamentale che
l’apparato muscolo — scheletrico — psichico dell’atleta siano in
equilibrio e al massimo dell’efficienza, al fine di poter attingere
(soprattutto al momento della gara) a tutte le risorse energetiche a
disposizione. Un operatore Shiatsu, soprattutto attraverso il metodo di
Masunaga (meridiani come funzioni vitali a cui associare differenti
stati psichici), sa benissimo che, nel momento in cui porta la pressione
in una determinato zona corporea, il punto energetico non è solo legato
ai muscoli sottostanti ma fa riferimento ad una condizione psicologica
particolare e di conseguenza ad un’emozione ben precisa: il riequilibrio
avviene sia a livello fisico che psichico.I trattamenti Shiatsu
permettono di ridurre il livello d’ansia e le paure pre - gara
dell’atleta consentendogli un maggiore controllo psicofisico dei suoi
mezzi durante competizione. Si potranno così evitare livelli di elevata
tensione, principali cause di dispendi irregolari di energie (tali da
causare stati depressivi) e di diminuzione del grado di concentrazione
dello sportivo. Inoltre, lo Shiatsu, consentendo un più veloce recupero
psicofisico in fase post - gara, permette di controllare e quindi
diminuire i momenti depressivi conseguenti ad un insuccesso e quelli di
sproporzionata euforia in caso di vittoria, stati psichici che, se
protratti possono nuocere progressivamente al rendimento individuale
dell’atleta (soprattutto per atleti che sono sottoposti ad impegni
ravvicinati). 1.3.1. La ConcentrazioneStato mentale in cui la mente usa
la maggior parte delle sue abilita’ nell’assolvere un compito
determinato, il livello di concentrazione è un fattore determinante in
uno sportivo in quanto permette di effettuare rapidamente scelte
tattiche appropriate. Quando la mente è concentrata su qualcosa, gli
altri stimoli vengono ignorati in proporzione all’intensità della
concentrazione stessa tanto che emozioni troppo intense e dolori
muscolari possono distogliere o monopolizzare l’attenzione dell’atleta
sottraendola alla concentrazione necessaria per lo svolgimento della
gara e alle capacita’ tattiche.L’obiettivo complessivo dell’atleta,
soprattutto in campo agonistico, è di realizzare la prestazione in modo
ottimale (nel breve, medio e lungo periodo), attraverso
un’organizzazione di un piano di impiego delle sue risorse, tecniche ed
energetiche, in funzione dell’ambiente e dell’avversario.Sia in
discipline sportive individuali che di squadra, la scelta tattica può
risultare fluttuante e complessa: numerose decisioni devono essere prese
in lassi di tempo ridotti ed é quindi necessario che il livello di
concentrazione dell’atleta rimanga elevato. Dopo un trattamento Shiatsu
l’atleta, anche a distanza di ore, si sente più leggero, maggiormente
equilibrato e prova un piacevole senso di calma, condizione che gli
permette di essere più lucido mentalmente e di concentrare tutta
l’attenzione allo svolgimento della gara. Questo, inoltre, permette
all’atleta di evitare tutti quegli infortuni o incidenti dovuti a
disattenzione.
Per rilevare come il trattamento
Shiatsu agisce sui fattori chiave caratterizzanti la prestazione
sportiva, è interessante considerare e analizzare le risposte date dagli
atleti alla domanda n. 13 “In seguito ai trattamenti...”.
La quasi totalità degli atleti trattati ha
riscontrato un netto miglioramento soprattutto nelle capacità di
rilassamento e di concentrazione (rispettivamente 76,7 %, 80 %). Questi
risultati incidono direttamente sulle performances sportive (aumentate
nel 70,3% dei casi): una migliore capacità di rilassamento consente
infatti sia di evitare un iper tono muscolare (in fase di preparazione
alla gara) sia di recuperare più velocemente lo stress psicofisico
seguente la competizione. Inoltre, un aspetto particolarmente positivo è
dato dal fatto che l’elevato grado di concentrazione è stato
riscontrato soprattutto da atleti praticanti discipline sportive di
lunga durata (pallavolo, pallanuoto...), conferendogli una maggior
costanza e linearità nel valutare la situazione tattica durante lo
sforzo agonistico.Per quanto riguarda il grado di scioltezza, il 43%
degli intervistati ha rilevato un miglioramento, mentre il 37,7 % non ha
riscontrato variazioni significative. Atleti praticanti attività
sportive come il calcio, la pallavolo, la pallacanestro e la pallanuoto,
hanno riscontrato che la maggior scioltezza acquisita si è
concretizzata in un aumento delle performances sportive (maggior potenza
nei colpi) e soprattutto in una diminuzione di traumi e infortuni
muscolari (contratture, stiramenti, distorsioni) ai quali erano
frequentemente soggetti. Gli intervistati che hanno rilevato un grado di
scioltezza costante, sono coloro che hanno praticato in passato la
ginnastica ritmica, artistica e la danza, attività sportive le quali
necessitano di una scioltezza articolare di base assai elevata.I
trattamenti hanno avuto risultati positivi anche per quanto riguarda il
grado “d’ansietà” che è diminuito per il 63% dei soggetti e ne è rimasto
invariato per il 37%. La maggior tranquillità e lucidità dovute alla
diminuzione degli stati ansiosi, ha conferito agli atleti un elevato
grado di concentrazione ed un maggior controllo dei propri mezzi psico -
fisici, aumentandone la prestazione durante la gara. Tuttavia,
l’ansietà è una caratteristica che si differenzia a seconda
dell’individuo: atleti di per sé meno ansiosi non hanno riscontrato
miglioramenti significativi in tale parametro, mentre soggetti
apprensivi e agitati di natura ne hanno rilevato una netta
diminuzione.Considerando il parametro “sopportazione al dolore”, le
risposte degli atleti evidenziano un miglioramento nel 60% dei casi, e
una situazione invariata per il 20% degli sportivi (il restante 20% non
ha saputo rispondere). L’equilibrio delle ultime risposte è dovuto da
due fattori: da un lato, la difficoltà nel saper valutare correttamente
tale parametro da parte dei riceventi; dall’altro, è evidente che il
numero e la frequenza dei trattamenti influisce positivamente
nell’aumentare la soglia di sopportazione al dolore. Inoltre, è
importante rilevare che anche durante lo svolgimento di una singola
seduta, le pressioni da me attuate divenivano progressivamente più
profonde e intense, esercitando con più facilità anche nelle zone
particolarmente sensibili al dolore. Di conseguenza, perché un ciclo di
trattamenti agisca significativamente sulla percezione del dolore da
parte dell’atleta, sono necessarie un minimo di sei sedute effettuate a
breve distanza l’una dall’altra.Occorre comunque distinguere tra
soggetti praticanti attività agonistiche, che presentano una più elevata
sopportazione al dolore in quanto più abituati a situazioni di
sofferenza, ed atleti amatoriali, per i quali gli allenamenti sono mento
intensi e stancanti: per influire sulla soglia del dolore è necessario
un numero maggiore di sedute per i primi rispetto ai secondi. Il 60%
degli intervistati ha inoltre affermato che i trattamenti Shiatsu hanno
influito a migliorare la propria percezione corporea, agendo
positivamente sulla postura degli stessi. Sebbene i riceventi fossero
tutti atleti agonisti, essi presentavano delle carenze a livello di
conoscenza personale del proprio corpo, elemento che si traduceva in una
bassa percezione di atteggiamenti viziati, alcuni dei quali causati
dalla stessa attività sportiva (spalle curve dei pallavolisti;
l’appoggio del peso corporeo sempre sullo stesso lato, anche in momenti
di riposo, per i tennisti; un atteggiamento di iperlordosi per le
praticanti di aerobica, cifosi per cestisti e motociclisti…). Attraverso
le pressioni e gli stiramenti, si riporta una corretta postura nella
persona e l’effetto congiunto del rilassamento profondo — percezione
corporea consente di fissare i cambiamenti. “ ...riesco ad avere le
spalle più aperte”, “in condizioni di riposo riesco a percepire
maggiormente il rilassamento dei muscoli”, “posizione più eretta del
dorso”...., queste sono alcune delle testimonianze date dagli atleti che
hanno riscontrato un effettivo cambiamento nella postura (40%). La
quasi totalità degli atleti (28 su 30) sottoposti a trattamenti Shiatsu
ha raggiunto un elevato grado di rilassamento profondo tale da indurre
stati alterati di coscienza [1], rivelando che il ricevente non si trovi
in una fase di sonno, nella quale si perderebbe coscienza di ciò che
sta facendo l’operatore. Le immagini e le sensazioni emotive indicate
dagli atleti confermano il raggiungimento dello stato alterato di
coscienza. Due delle sensazioni riportate nel questionario rappresentano
stadi successivi nella percezione dello stato di rilassamento: la prima
sensazione, riscontrata dal 16,7% degli atleti, è un senso di
pesantezza attraverso il quale si percepisce in tutto il corpo
l’attrazione terrestre, come se la terra fosse una gigantesca calamita
che lo attira; la seconda sensazione è quella in cui si il corpo diventa
leggerissimo tanto da sentirsi galleggiare fuori di esso, è stata
provata dal 33.3% degli sportivi. Escludendo queste due sensazioni, il
93.4 % degli intervistati ha visualizzato immagini o percepito
sensazioni particolari come ad esempio: “Sono sott’acqua, come mi è
capitato tante volte di finire durante una gara, ma stranamente respiro
l’acqua come se fosse aria.”; oppure “Ho la sensazione di fluttuare in
un liquido, il mio corpo gira su sé stesso. Non mi rendo più conto dove
sia l’alto o il basso, non ho più punti di riferimento”; e ancora “Ho
come la sensazione di ritornare nel grembo materno”.In ogni caso, lo
Shiatsuka non è uno psicologo e non è suo compito l’analisi delle
emozioni e delle visualizzazioni mentali avute dai soggetti, sebbene le
loro risposte aiutino indirettamente l’operatore nel completare la sua
diagnosi su ogni singolo individuo.
CONCLUSIONI
VANTAGGI E LIMITI DELLO
SHIATSU NELLO SPORT
Secondo le risposte date dai 30 atleti, sottoposti
ai trattamenti, i principali vantaggi dello Shiatsu nello sport possono
essere sintetizzati come segue: - Tutti gli atleti, indipendentemente
dallo sport praticato (20% pallavolo e pallacanestro, 16.7% calcio,
13.3% tennis e aerobica, 10% motocross), riferiscono invariabilmente un
effetto potente di defaticamento e la sensazione di avere a disposizione
molta più energia del solito.- Lo Shiatsu aiuta a recuperare più
facilmente le energie anche dopo gare estremamente dure: durante la
seduta avviene infatti un cambiamento visibile dell’espressione e dello
stato energetico anche perché l’atleta si rilassa, lascia uscire le
tensioni, respira in modo lento e profondo e non pensa alla gara, ma
solo al proprio corpo e alla propria energia. - Lo Shiatsu è utile
all’atleta indipendentemente dalla disciplina sportiva da lui praticata.
Questo perché i risultati delle stimolazioni hanno avuto sugli
intervistati effetti diretti come un aumento del flusso respiratorio più
ampio e profondo, un aumento del rendimento atletico con sensazioni di
maggiore scioltezza, un aumento della concentrazione e una gradevole
sensazione di rilassamento durante la pratica Shiatsu. Lo Shiatsu agisce
congiuntamente sul corpo — mente — spirito dello sportivo, e non solo a
livello fisico.- Gli sportivi, soprattutto quelli agonisti, hanno
rivelato una bassa percezione corporea, sebbene il corpo costituisca la
parte più curata negli allenamenti. Il trattamento Shiatsu potrebbe
quindi rappresentare un valido supporto agli attuali esercizi di
stretching in quanto consente di raggiungere un profondo stato di
rilassamento e di percezione corporea.- Dalle risposte degli
intervistati si è potuto inoltre evidenziare una difficoltà al
rilassamento da parte degli atleti, limite che ostacola il
raggiungimento di adeguato livello di concentrazione (sia prima che
durante la gara). Tuttavia, tra gli atleti che provengono dalla
ginnastica (artistica e ritmica) e dalla danza ho potuto riscontrare una
maggiore propensione e facilità al rilassamento globale (fisico —
psichico): i movimenti fluidi di tali discipline sono il risultato di un
giusto equilibrio tra contrazione e rilassamento, mentre in altri sport
si dà maggiore importanza alla prima a discapito del secondo. - La
frequenza ed il numero dei trattamenti effettuati sugli sportivi
influenza positivamente il rendimento e di conseguenza il risultato
sportivo degli atleti stessi. Dalle schede d’intervista si può notare
che coloro che hanno avuto difficoltà nel rispondere o hanno riportato
dei risultati invariati, si sono avvicinati tardi allo Shiatsu e si sono
sottoposti quindi a un minor numero di sedute. Con l’aumentare del
numero dei trattamenti, sono gli atleti stessi a domandare una frequenza
più elevata delle sedute, soprattutto in vicinanza delle competizioni.-
L’intervento immediato del trattamento Shiatsu su piccoli traumi,
contratture o distorsioni permette di non interrompere l’allenamento e
di non vanificare, quindi, la preparazione atletica dello sportivo
(questo è dovuto al fatto che le pressioni statiche dello Shiatsu non
inducono e non accentuano stati infiammatori dei tessuti).- Con lo
Shiatsu l’atleta riscopre la piena espressione delle proprie risorse
vitali.Nonostante questi vantaggi, lo Shiatsu presenta alcuni limiti:-
Di tempo: soprattutto per gli atleti non professionisti, è difficile
ritagliare uno spazio di tempo adeguato al trattamento Shiatsu durante
la giornata. Il lavoro, la vita familiare, gli allenamenti diminuiscono
il tempo a disposizione che l’individuo può dedicare alla propria cura
psicofisica (cosa che accade più facilmente in caso di malattia o
traumi).- Di luogo: perché da un trattamento Shiatsu si possa ottenere
il massimo del risultato (concentrazione, rilassamento, percezione...) è
necessario che venga svolto in un luogo tranquillo e lontano da
eventuali distrazioni per il ricevente. Può essere svolto anche nelle
palestre purché esse presentino delle sale adeguate a tal fine.- Di
professionalità: affinché lo Shiatsu sia messo in pratica in modo
corretto, è necessario rivolgersi ad un professionista specializzato che
si sia diplomato presso una delle scuole associate alla Federazione
Nazionale Shiatsu. Questo può implicare che il costo dei singoli
trattamenti (parcella di un professionista) influisca negativamente
sulla scelta da parte degli atleti (soprattutto quelli non
professionisti), inducendoli a ridurre progressivamente sia la frequenza
che il numero totale delle sedute.
TENDENZE E CONCLUSIONI
Lo Shiatsu sta entrando sempre di
più nel linguaggio comune della gente e non sono pochi i personaggi
pubblici della politica, cultura, sport e spettacolo che dichiarino di
ricevere Lo Shiatsu rappresenta una forma di comunicazione fisica ma
anche energetica e meditativa che fa avvicinare gli individui alle leggi
di natura che governano dentro di loro le proprie forze fisiche,
energetiche e mentali, predisponendoli così ad avere una loro eventuale
ricerca spirituale. L’attenzione dell’operatore verso il ricevente, la
durata del trattamento, l’ascolto della risposta alla pressione, la
ritmicità del trattamento, la ricerca del “qui ed ora pressorio”, ma
soprattutto le caratteristiche fondamentali dello Shiatsu (la pressione
perpendicolare e il mantenimento dell’azione pressoria), sono tutte
particolarità assolutamente uniche che rendono questa disciplina un
trattamento autonomo da qualsiasi forma di sostegno manuale. Da un punto
di vista sociologico, per il rapporto non verbale che si instaura tra
operatore e ricevente, è una rivoluzione rispetto al tradizionale
massaggio e una vera e propria novità nel campo del rapporto tra le
persone. Con lo Shiatsu l’obiettivo da centrare è quello di migliorare
la performance, intesa come miglioramento globale della qualità di vita
realtà oggettiva che permette ad ogni individuo di esprimere al massimo
le proprie potenzialità e nel caso degli atleti di poter dare il meglio
di sé stessi nel momento della competizione agonistica.
di Roberta Boni
(Laureata in Scienze Motorie ed Operatrice Shiatsu)
http://www.nonsoloshiatsu.it
BIBLIOGRAFIA
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Articolo di Shiatsu News — luglio ’98.
Roberta Boni: “Appunti del I, II, III, IV, V, e VI livello di Shiatsu”. Corsi di Shiatsu della scuola “Daniele Giorcelli”.
Douglas Gattini: “Le
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della natura”.Articolo di Shiatsu News — luglio ’96
Fabio Zagato: “Elementi di Shiatsu”. La circolazione e l’equilibrio dell’energia vitale. (RED edizioni)
Francesco Casaretti: “Il Tao e il piacere dello Shiatsu”. Articolo di Shiatsu News — luglio ’98.
Franco Bottalo: “Lo Shiatsu”. Il risveglio dell’energia di guarigione.(Xenia)
John E. Kane: “Nuovi orientamenti
nella Psicodiagnosi nello Sport: problemi e prospetti”. Atti del
Convegno Internazionale di Psicologia dello Sport, Roma 4-6 ottobre
1982.
Klaus Metzner: “Shiatsu”. Favorire la circolazione dell’energia vitale. (RED edizioni)
Leon Chaitow: “Massoterapia Neuromuscolare”. Tecnica osteopatica per il trattamento dei tessuti molli. (RED edizioni)
Masunaga & Ohashi: “ZEN SHIATSU”. La terapia Shiatsu secondo i principi dello zen. (Mediterranee)
Ohashi: “Le tecniche corporee di Ohashi”. Oltre lo Shiatsu con il metodo OhaShiatsu. (Il Castello)
S. Santoni —W. Ohashi: “Olo Shiatsu”. Tecniche di manipolazione per il riequilibrio energetico dell’organismo. (Armenia)
Saul Goodman: “Shiatsu Shin Tai”. L’evoluzione e la sintesi della tecnica tradizionale di lavoro sul corpo. (Edimons)
Saul Goodman: “Il libro dello Shiatsu”. Guida pratica al massaggio(Macro edizioni)
Shizuto Masunaga: “Esercizi zen per immagini”. Esercizi dei meridiani per una vita sana. (Mediterranee)
Tadeusz Ulatowski: “La teoria dell’allenamento sportivo”.- Scuola dello Sport del CONI
Ted J. Kaptchuk: “Medicina Cinese, fondamenti e metodo”. La tela che non ha tessitore. (RED edizioni)
Toru Namikoshi: “Il libro completo dello Shiatsu”. La terapia completa di pressione digitale. (Mediterranee)
martedì 28 febbraio 2012
L'eccesso di "volontariato": conseguenze e rimedi
L'eccessiva dedizione agli altri porta a perdere di vista la propria condizione, causando un dispendio energetico che diminuisce o, nei casi peggiori, annulla la capacità di razionalizzare e di organizzarsi.
La persona non si risparmia e si trova a dare la propria disponibilità a chi gli sta intorno anche fino alle estreme conseguenze.
La persona non si risparmia e si trova a dare la propria disponibilità a chi gli sta intorno anche fino alle estreme conseguenze.
La dedizione verso gli altri fa sì che questo sia considerato la caratteristica tipica del «volontario» che presta la sua opera «gratuitamente», se necessario fino allo sfinimento.
Spesso un atteggiamento di questo tipo porta a costruire dei rapporti interpersonali dove al «volontario», per la sua capacità di affrontare ogni situazione e di reagire in aiuto agli altri, non è consentito di fermarsi o di avere bisogno dell'aiuto di alcuno, in quanto il suo ruolo è di aiutare e non di essere aiutato.
Così, spesso le madri si trovano nella condizione di dover aiutare il figlio o sorreggere il marito nei momenti difficili, ma altrettanto spesso non vogliono far pesare su di loro i momenti di debolezza che umanamente possono provare, trovandosi perciò senza aiuto nel momento del bisogno.
Da qui la perdita della capacità organizzativa (soprattutto della propria vita), l'eccessiva rimuginazione che crea il caos interiore e lo smarrimento (e anche la depressione) dato dalla mancanza di «messa a terra».
La via per un buon riequilibrio è data dalla capacità di centrarsi e di avere un buon radicamento (a terra appunto) che consenta di rendersi utili agli altri senza perdere di vista la propria persona.
Così, spesso le madri si trovano nella condizione di dover aiutare il figlio o sorreggere il marito nei momenti difficili, ma altrettanto spesso non vogliono far pesare su di loro i momenti di debolezza che umanamente possono provare, trovandosi perciò senza aiuto nel momento del bisogno.
Da qui la perdita della capacità organizzativa (soprattutto della propria vita), l'eccessiva rimuginazione che crea il caos interiore e lo smarrimento (e anche la depressione) dato dalla mancanza di «messa a terra».
La via per un buon riequilibrio è data dalla capacità di centrarsi e di avere un buon radicamento (a terra appunto) che consenta di rendersi utili agli altri senza perdere di vista la propria persona.
La somatizzazione di questo stato d'animo può provocare inoltre un mal funzionamento del ciclo mestruale, e problemi allo stomaco che tende a contrarsi e a perdere la propria capacità di elaborare (il cibo in senso fisico,le idee o le soluzioni in senso mentale).
Un valido aiuto per ritrovare il giusto equilibrio emozionale può essere dato da:
- trattamenti Shiatsu per riequilibrare i meridiani energetici che vengono coinvolti in queste alterazioni, in particolare il meridiano di stomaco e milza/pancreas
- fiori di Bach: in particolare il fiore Centaury interviene per riequilibrare lo stato d'animo della persona che non riesce a dire di no, aiutandola a sviluppare coraggio e auto-determinazione in modo da essere in grado di dire basta al momento giusto e di non sottomettersi ai desideri e agli ordini degli altri.
giovedì 23 febbraio 2012
Shiatsu: se ne parla a Geo&Geo
Video tratto dalla puntata di Geo&Geo:
http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-2799aab5-393c-4875-909d-8538ef666a4d.html#p=
giovedì 12 gennaio 2012
Gli effetti dell Shiatsu sul dolore di schiena
Il dolore lombare è un problema della salute che ha assunto livelli epidemici negli USA: Quasi l’80% degli adulti soffrono almeno una volta nella vita di dolore di schiena, che rappresenta il motivo principale delle visite mediche, l'ospedalizzazione e l'inabilità sul lavoro.
Malgrado la varietà di trattamenti e farmaci disponibili, nessun trattamento tra tutte le scelte convenzionali possibili è stato documentato come efficace sul dolore di schiena. Sarno (1998) sostiene che il costo annuale per le cure mediche e l’inabilità connesse al dolore alla schiena raggiungerà presto i 50 miliardi di dollari solo in USA. Poiché la pratica medica convenzionale non può far fronte ad una così larga percentuale di adulti con questo problema, coloro che soffrono di dolore alla schiena si rivolgono alle terapie alternative o complementari per alleviare il dolore e gli inconvenienti collegati (Deyo, 1998). Negli USA l'uso, almeno una volta, di una terapia complementare è aumentato dal 33.8% in 1990 al 42.1% della popolazione nel 1997, ed il massaggio risulta essere tra le terapie di maggior successo (Eisenberg ed altri, 1998).
Lo shiatsu è stato usato in questo studio su un campione di 66 individui affetti da dolore lombare. A ciascuno dei soggetti è stato misurato il livello di ansia e di dolore prima e dopo quattro trattamenti shiatsu. Ciascuno di loro veniva sentito 2 giorni dopo ogni trattamento e gli veniva chiesto di quantificare il livello di dolore. Sia il dolore che l'ansia sono diminuiti significativamente durante lo studio. Le variabili estranee quali il sesso, l'età, il tipo di terapista, da quanto tempo perdurava il dolore lombare ed i farmaci presi, non hanno alterato significatamene i risultati. Questi soggetti oggi raccomanderebbero il massaggio shiatsu a coloro che soffrono di dolore lombare ed hanno chiaramente indicato che i trattamenti hanno attenuato tutti i principali inconvenienti sperimentati con il dolore lombare”
Le terapie complementari ed alternative indicate in USA per il mal di schiena includono, oltre allo shiatsu, metodi come l’acupressione e vari tipi di massaggio con scopo terapeutico (Astin, Marie, Pefletier, Hansen, & Haskell, 1998; Drivdahl & Miser, 1998; Eisenberg ed altri, 1998). Ferrell-Torry e Glick (1993) avevano già studiato l'uso del massaggio terapeutico per attenuare l'ansia ed il dolore nei pazienti di cancro. Il metodo di Spielberger (1983) era stato usato per misurare l'ansia e una scala analoga venne usata per misurare il dolore percepito. Il massaggio terapeutico consisteva nel praticare effleurage (sfioramento), petrissage (impastamento) e terapia miofasciale sul “trigger point” per 30 minuti per due sere successive per nove clienti. I segni di dolore e di ansia sono stati misurati prima e dopo ciascuno dei due trattamenti. La terapia di massaggio ha ridotto significativamente i livelli di dolore e di ansia.
di Linda H. Brady, R.N., Ph.D. Drake University Kathryn Henry, Ph.D., L.M.T., O.B.T. James R Luth, 11, L.M.T., O.B.T., E.M.T. T'he Shiatsu Clinic and School - Kimberly K. Casper-Bruett, M.S.N. Winterset Iowa Community School System
Malgrado la varietà di trattamenti e farmaci disponibili, nessun trattamento tra tutte le scelte convenzionali possibili è stato documentato come efficace sul dolore di schiena. Sarno (1998) sostiene che il costo annuale per le cure mediche e l’inabilità connesse al dolore alla schiena raggiungerà presto i 50 miliardi di dollari solo in USA. Poiché la pratica medica convenzionale non può far fronte ad una così larga percentuale di adulti con questo problema, coloro che soffrono di dolore alla schiena si rivolgono alle terapie alternative o complementari per alleviare il dolore e gli inconvenienti collegati (Deyo, 1998). Negli USA l'uso, almeno una volta, di una terapia complementare è aumentato dal 33.8% in 1990 al 42.1% della popolazione nel 1997, ed il massaggio risulta essere tra le terapie di maggior successo (Eisenberg ed altri, 1998).
Lo shiatsu è stato usato in questo studio su un campione di 66 individui affetti da dolore lombare. A ciascuno dei soggetti è stato misurato il livello di ansia e di dolore prima e dopo quattro trattamenti shiatsu. Ciascuno di loro veniva sentito 2 giorni dopo ogni trattamento e gli veniva chiesto di quantificare il livello di dolore. Sia il dolore che l'ansia sono diminuiti significativamente durante lo studio. Le variabili estranee quali il sesso, l'età, il tipo di terapista, da quanto tempo perdurava il dolore lombare ed i farmaci presi, non hanno alterato significatamene i risultati. Questi soggetti oggi raccomanderebbero il massaggio shiatsu a coloro che soffrono di dolore lombare ed hanno chiaramente indicato che i trattamenti hanno attenuato tutti i principali inconvenienti sperimentati con il dolore lombare”
Le terapie complementari ed alternative indicate in USA per il mal di schiena includono, oltre allo shiatsu, metodi come l’acupressione e vari tipi di massaggio con scopo terapeutico (Astin, Marie, Pefletier, Hansen, & Haskell, 1998; Drivdahl & Miser, 1998; Eisenberg ed altri, 1998). Ferrell-Torry e Glick (1993) avevano già studiato l'uso del massaggio terapeutico per attenuare l'ansia ed il dolore nei pazienti di cancro. Il metodo di Spielberger (1983) era stato usato per misurare l'ansia e una scala analoga venne usata per misurare il dolore percepito. Il massaggio terapeutico consisteva nel praticare effleurage (sfioramento), petrissage (impastamento) e terapia miofasciale sul “trigger point” per 30 minuti per due sere successive per nove clienti. I segni di dolore e di ansia sono stati misurati prima e dopo ciascuno dei due trattamenti. La terapia di massaggio ha ridotto significativamente i livelli di dolore e di ansia.
Lo shiatsu
Lo shiatsu è una antica tecnica di massaggio che si basa sulla medicina tradizionale cinese. La parola shiatsu deriva da shi (dito-dita) e atsu (pressione-premere), ed indica le tecniche di pressione sul corpo. Un corpo rigido, bloccato, una mente stressata in continua tensione non consentono all’ individuo di raggiungere quello stato di benessere psicofisico che spesso ricerchiamo. Oggi sono molte le persone che hanno il culto per il proprio corpo: dalla semplice ginnastica ai più svariati prodotti per la pulizia del corpo, o agli integratori alimentari. La tendenza è “fare” invece di “sentire” con il proprio corpo. Così facendo, dimentichiamo di entrare in contatto e di sentire il corpo attraverso il tocco delle mani. Il massaggio shiatsu lavora sul sistema muscolare e circolatorio ed allo stesso tempo mette in atto i concetti orientali di energia e di scambio energetico tra chi effettua e chi riceve il massaggio. Attraverso il massaggio shiatsu si sperimenta uno stato di profondo rilassamento e benessere psicofisico. Il massaggio, dopo essere stato trascurato per un certo periodo di tempo, sta riguadagnando un posto centrale tra le tecniche di cura e prevenzione. Il massaggio è la più antica di tutte le tecniche per alleviare il dolore, per rigenerare i tessuti del corpo e per mantenere in equilibrio o correggere il funzionamento degli organi interni.
Nella tradizione cinese (che è alla base anche delle tecniche di agopuntura), la malattia è sintomo di uno squilibrio che coinvolge l’ individuo nella sua totalità: stile di vita, abitudini, atteggiamenti. L’ energia si diffonde nel corpo seguendo dei tracciati, chiamati da alcuni canali e da altri meridiani, collegati tra di loro e in relazione stretta con gli organi vitali. La malattia è il blocco o lo squilibrio dell’ energia in uno o più parti del corpo. Quando l’menergia vitale viene a mancare (stato definito kyo) è necessario tonificare il meridiano debole; quando invece l’ energia è in eccesso (jitsu) bisogna calmare il meridiano iperattivo e ripristinare uno stato di equilibrio. Quando questi punti energetici si mantengono in uno stato di perfetto equilibrio, non esistono problemi per il benessere psicofisico della persona.
Le quattro regole dello shiatsu:
La pressione delle mani: la pressione da utilizzare durante i trattamenti, deve essere quella giusta: ad ogni persona va applicata una pressione diversa, non esiste una pressione standard.
Lavorare con due mani: lo shiatsu prevede l’ utilizzo contemporaneo delle due mani, ma con compiti differenti. La Mano Madre è quella che cura, l’ altra si chiama Mano Figlia ed è quella che cerca il sintomo.
La continuità: oltre a non interrompere il trattamento per nessun motivo, lo shiatsu è un massaggio che cerca di armonizzare i movimenti facendo in modo che non ci sia stacco fra un passaggio e l’altro.
La naturalezza: tutte le posizioni del trattamento sono il più naturale possibile, in modo che la persona sia a suo agio e nel più completo relax.
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