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mercoledì 7 gennaio 2015

Combattere l’emicrania con lo Shiatsu: i nuovi stimoli della ricerca medica

L'emicrania, comunemente conosciuta come "mal di testa", rappresenta ad oggi una tra le patologie più comuni, identificata dalla medicina ufficiale tra le prime 20 patologie al mondo più disabilitanti.
Non sempre chiare sono le cause della sua insorgenza e non sempre risultano efficaci i trattamenti farmacologici nelle persone affette da patologia cronica.
Per studiare la relazione e l'efficacia dello Shiatsu nel contribuire al miglioramento della qualità della vita delle persone con disturbi cronici, è in atto una sperimentazione presso l'ospedale Sant'Andrea di Roma in collaborazione con l'università "La Sapienza".


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La stanchezza cronica

La stanchezza è un sintomo che viene lamentato con grande frequenza, con la richiesta di un "ricostituente che tiri su", che aiuti a superare situazioni di disagio indefinite, caratterizzate da una condizione generale di perdita di energie fisiche e psichiche.
Nella clinica, la stanchezza è uno dei sintomi che accompagnano condizioni particolari: stati post−influenzali, convalescenze dopo interventi chirurgici, gravidanza, soprattutto nei primi mesi di gestazione, post−partum. Altre volte è un segnale di quadri di maggiore complessità: importanti malattie infettive, soprattutto virali, diabete, anemie, neoplasie, patologie endocrine come l'ipotiroidismo; talora è la conseguenza di una terapia di antibiotici, cortisonici, antipertensivi, diuretici, o altri farmaci.

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Il significato emotivo delle tensioni muscolari: possibili relazioni tra bioenergetica-medicina cinese-shiatsu e integrazione fasciale

"Il significato emotivo della tensione muscolare non è capito a sufficienza. I conflitti emotivi infantili non risolti sono strutturati nel corpo come tensioni muscolari croniche che imprigionano la persona limitando la sua motilità e la sua capacità di sentire. Queste tensioni che attanagliano il corpo e lo plasmano, lo dissociano, lo distorcono, devono essere eliminate prima di raggiungere la libertà interiore. Senza questa libertà è illusorio credere di poter pensare, sentire, agire e amare liberamente."
Alexander Lowen
Comparare le antiche tradizioni dell'estremo oriente al moderno sistema di pensiero occidentale può sembrare difficile. Quanto segue rappresenta un tentativo di stendere un ponte tra concezioni che pur essendo differenti tra loro, a volte rappresentano forti analogie anche se espresse con linguaggi differenti. Trovo che, osservare lo stesso fenomeno da punti di vista diversi e modelli di analisi delle realtà differenti, permette di comprenderne la sua complessità in modo più chiaro.

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domenica 30 giugno 2013

Shiatsu: benessere psico-fisico

Lo shiatsu, praticato in Giappone fin dal VI secolo, è una tecnica di massaggio che, utilizzando i polpastrelli e i palmi delle mani, si prefigge di riequilibrare l’energia corporea aumentando il benessere della persona.Prove scientifiche certe circa la sua capacità di curare le malattie non ce ne sono ma, poichè è una tecnica che si basa sul contatto psico-fisico, può essere tranquillamente affiancata alla medicina tradizionale per potenziarne i benefici.Ciò che si propone lo shiatsu è recuperare l’energia che ogni individuo possiede dentro di sè imparando ad ascoltare il proprio corpo. Sottoponendosi costantemente a massaggi shiatsu, infatti, si riesce a recuparare il benessere perso a causa di tanti motivi, primo fra tutti lo stress, e a vivere più in armonia sia con se stessi che con gli altri.Lo shiatsu si basa su quattro principi fondamentali: il respiro, la postura, la perpendicolarità, la pressione.Nel mondo occidentale siamo concentrati sempre sull’aspetto organico del nostro corpo tralasciando quello psichico. La nostra preoccupazione più grande è che i nostri organi funzionino sempre al meglio così come la nostra circolazione sanguigna, senza pensare che esiste in ogni essere umano anche una circolazione di sentimenti ed emozioni che dobbiamo necessariamente imparare a gestire se desideriamo davvero raggiungere uno stato di benessere.Provare rabbia, dolore, frustrazione, gioia, speranza è fondamentale per ognuno di noi perchè questi sentimenti ci danno la forza e la spinta per raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissi. Se blocchiamo queste emozioni dentro di noi senza lasciarle scorrere le intrappoleremo e diventeranno, per forza di cose, nocive anche per la nostra salute fisica.Lo shiatsu si propone proprio questo: attraverso la manipolazione, la digitopressione aiuta tutta la nostra energia, sia positiva che negativa a scorrere attraverso il nostro corpo e a restituirci stabilità e vitalità.Una scuola psicanalista affermava che la pressione esercitata durante un trattamento schiatsu, rievoca quella che ognuno di noi ha ricevuto nel grembo materno, dal liquido amniotico, rievocando così una sensazione di sicurezza e benessere. Come già detto precedentemente lo shiatsu non rappresenta la cura per nessuna patologia ma è assolutamente vero però che, stimolando l’energia vitale nascosta in ognuno di noi, ci rende più forti e rende più reattivi i nostri organi contro qualsiasi attacco esterno. Sottoporsi regolarmente a manipolazioni shiatsu fa diminuire la possibilità di incorrere in malattie causate da stress, cattiva alimantazione o abitudini di vita sbagliate.Lo shiatsu non presenta nessuna controindicazione tanto è vero che è raccomandato anche per i bambini più piccoli. Non sono pochi i casi in cui genitori, disperati per i continui pianti notturni dei piccoli, dovuti molte volte a piccole coliche, hanno visto migliorare la situazione sottoponendoli a questo tipo di manipolazioni che sono riuscite a trasmettere calma e serenità. Molte volte quando il nostro scorpo si ammala ci sta mandando solo una richiesta di aiuto per qualcosa che non va come dovrebbe nella nostra vita: avvicinarsi allo shiatsu potrebbe essere un modo per autoconoscerci e far pace con noi stessi e con il mondo.

domenica 17 giugno 2012

LA PREVENZIONE DEGLI INFORTUNI CON METODI COMPLEMENTARI: SHIATSU E STRETCHING


 
 
INTRODUZIONE
L'allungamento muscolare riveste ormai un ruolo fondamentale in qualsiasi programma di allenamento, per atleti praticanti sport a livello amatoriale o agonistico.
Gli effetti prodotti dalla pratica assidua di questa metodica sono importanti sia dal punto di vista della prestazione fisica sia per l'esecuzione tecnica del gesto sportivo.
Allo stesso modo la tecnica di massaggio dello shiatsu, praticata fin dai tempi più antichi, ha degli ottimi riscontri da un punto di vista preventivo per i classici infortuni sportivi.
Toru Namikoshi [8-9] ha definito lo shiatsu come un "metodo atto a migliorare lo stato di salute attraverso l'eliminazione delle sostanze responsabili della fatica e la stimolazione delle capacità di recupero naturali, favorite dalla pressione digitale e manuale contro determinati punti della superficie del corpo".
La combinazione tra stretching e shiatsu vuole rappresentare un suggerimento alternativo ad un classico programma di prevenzione sportiva.
Le due metodiche complementari sono utilizzate per un miglioramento delle capacità di allungamento ed elasticità muscolo - tendinea.

SIGNIFICATO DELLO SHIATSU
La parola shiatsu letteralmente significa digito-pressione (shi = dito, tsu = pressione); con questo termine si indica un'antica forma di massaggio con origini in Giappone.
Questa si pratica fondamentalmente con la pressione dei pollici e comprende tecniche mediante le quali si determina la stimolazione di nervi, muscoli e articolazioni, tessuto connettivo e sistema circolatorio.
Nel corso dei secoli numerose sono state le tecniche shiatsu sviluppatesi: alcuni come Masunaga [7], integrarono la propria esperienza attraverso lo studio degli elementi base della medicina cinese; altri, come Namikoshi [8, 9], coniarono un metodo basato su nozioni scientifiche mediante la stimolazione del normale percorso dei nervi. Quest'ultimo è il metodo preso in considerazione nel nostro lavoro.
Studi neuro-fisiologici e biochimici recenti, hanno messo in evidenza la capacità, da parte dei fasci nervosi periferici e delle terminazioni sensitive, di influenzare i centri da cui dipendono, localizzati nel midollo spinale e nell'encefalo.
In altre parole, le diramazioni terminali del sistema nervoso non sono solo degli organi esecutori con conduzione centrifuga dell'impulso, ma anche centripeta.
Per cui i centri ipotalamici vengono stimolati alla produzione di sostanze chimiche con azione inibitoria sul dolore chiamate endorfine, con azione sia locale che generale.
È stato osservato che la stimolazione del sistema nervoso periferico mediante impulsi elettrici di bassissima intensità (con frequenza di 1-2 impulsi/sec) applicati alla pelle e/o al muscolo scheletrico produce una diminuzione di sensibilità al dolore aumentando la quantità di endorfine (Palombini, 1999).
Secondo lo steso autore la tecnica dello shiatsu, mediante le sue energiche e ritmiche pressioni, determina una stimolazione con effetti biochimici simili a quelli succitati; ciò spiega la sua notevole efficacia sul dolore e quindi sulla contrattura muscolare.

LO STRETCHING
Il corpo tende naturalmente ad irrigidirsi per difesa da un dolore. La rigidità crea una limitazione dei movimenti con conseguente riduzione della funzionalità delle strutture ossee, muscolari, articolari e nervose.
Molti allenatori per contrastare la perdita di mobilità (ovvero la capacità di esprimere un movimento con la massima escursione consentita dall'articolazione in questione), hanno inserito, come componente fondamentale del processo di allenamento, la pratica dell'allungamento muscolare.
Lo stretching è il modo più semplice ed efficace per contrastare la rigidità e la tensione muscolare.
Una buona mobilità articolare secondo Norris (1997), permette di ottenere diversi vantaggi:
- determina un "risparmio energetico" nell'effettuazione delle varie azioni motorie, riducendo la fatica in quanto agevola i movimenti dinamici
- migliora la coordinazione dei gesti, facilitando la relazione contrazione-decontrazione muscolare
- previene lesioni muscolo - tendinee consentendo il sostegno attivo delle articolazioni più soggette ad infortunio.
Molti studiosi hanno cercato di indicare il tempo ideale di mantenimento della postura in allungamento statico, variando da un minimo di 20-30'' (Anderson, 1994) fino ad un massimo di 20' suggeriti dalla scuola francese Mézièristica (Souchard, 1982).
Tuttavia si ritiene che, per motivi pratici e di tempo, la tecnica che si adatta meglio alla applicazione pratica dello shiatsu, sia quella classica di Anderson [1].

EFFETTI CUMULATIVI DI SHIATSU E STRETCHING
Da quanto enunciato, si può facilmente intuire come l'azione combinata delle due tecniche integra ed amplifica gli effetti di ciascuna di esse.
Secondo la nostra esperienza lo stretching deve essere preceduto da un trattamento shiatsu completo, intendendo con questo termine un massaggio che interessi ogni tratto del corpo, della durata di circa 30-40'.
La pressione shiatsu penetra in profondità e scioglie la rigidità muscolare; stimolando la circolazione migliora l'apporto di ossigeno (Namikoshi, 1997).
Lo stretching, allungando le fibre muscolari, normalizza il rapporto tensione/lunghezza tra catene sinergiche ed antagoniste (Massara, 1986); ripristina anche le capacità recettoriali del proprio schema corporeo (Scoppa, 1988).
Secondo Namikoshi, queste sono alcune regole fondamentali affinché la combinazione delle due tecniche sia efficace:
- eseguire lo stretching solo dopo che lo shiatsu esteso a tutto il corpo abbia eliminato o diminuito la rigidità muscolare
- sia l'una che l'altra tecnica vanno praticate con gradualità ed in sincronia col respiro: mai con forza
- prima di iniziare il trattamento bisogna provvedere ad espellere urina e feci
- non effettuare lo shiatsu in presenza di stati infiammatori, lesioni cutanee, ulcere e problemi viscerali nonché dopo i pasti.
A nostro parere, applicando la combinazione delle metodiche descritte ad un atleta evoluto sarà necessario inoltre:
- programmare il lavoro in relazione al macrociclo di allenamento nel quale ci troviamo
- differenziare le applicazioni in base alla disciplina sportiva praticata e al livello agonistico raggiunto.
Appare evidente come l'utilizzo di questi metodi complementari risulti di fondamentale importanza per un qualsiasi programma di allenamento sportivo.

CONCLUSIONE
La trattazione è indirizzata all'illustrazione di due metodi complementari per un strutturazione di un programma di prevenzione di infortuni per atleti.
I due metodi presi in considerazioni sono lo stretching, ormai parte integrante dei programmi di allenamento da numerosi anni, e l'antico massaggio shiatsu presentato come auto-digito-pressione dei punti suggeriti nel metodo Namikoshi.
La combinazione degli effetti delle due metodiche assume indubbiamente grande rilevanza in ambito preventivo.
Il testo vuole rappresentare un momento di riflessione ed un suggerimento per una integrazione alla classica programmazione di allenamento, nella quale la prevenzione riveste un ruolo di fondamentale importanza.


Riccardo Barigelli e Nicoletta Tafuro
Laurea in Scienze Motorie – Master in Metodologia dell'allenamento
Master in Scienza e tecnica dello sport e del Fitness
(Pubblicato nell'agosto del 2007 su www.asdsalus.wordpress.com)


BIBLIOGRAFIA
  1. Anderson B.: ESERCIZI MODERNI PER UNA PERFETTA FORMA FISICA E PER LA PRATICA DI TUTTI GLI SPORT - Arnoldo Mondatori Ed., 1994, Milano
  2. Biscotti G.N.: STRETCHING: UNA VISIONE CRITICA – Sport e Medicina 2, 2005, 17-19
  3. Cometti G., Ongaro L., Alberti G.: STRETCHING E PERFORMANCE SPORTIVA (parte prima) – Sds Scuola dello Sport, XXIII, 2004, 60-61, 47-59
  4. Cometti G., Ongaro L., Alberti G.: STRETCHING E PERFORMANCE SPORTIVA (parte seconda) – Sds Scuola dello Sport, XXIII, 2004, 62-63, 33-40
  5. Cometti G., Ongaro L., Alberti G.: RISCALDAMENTO E PRESTAZIONE SPORTIVA – Sds Scuola dello Sport, XXIV, 2005, 64, 17-27
  6. Massara G.: ALTERAZIONI MORFOLOGICHE DELL'ETÀ EVOLUTIVA - Chinesiologia Scientifica n.4, 1986, Firenze
  7. Masunaga S., Ohashi W.: ZEN SHIATSU – la terapia shiatsu secondo i principi dello zen - Ed. Mediterranee, 2001, Roma
  8. Namikoshi T.: SHIATSU + STRETCHING – tecniche ed esercizi per migliorare forma e salute - Ed. Mediterranee, 1997, Roma
  9. Namikoshi T.: TERAPIA SHIATSU – teoria e pratica - Ed. Mediterranee, 2000, Roma
  10. Norris C.M.: FLESSIBILITÀ, GUIDA PRATICA ALLO STRETCHING - Ed Mediterranee, 1997, Roma
  11. Palombini R.,Palombini F.: TECNICA PRATICA DELLO SHIATSU - Società Stampa Sportiva, 1999, Roma
  12. Scoppa F.: ALLUNGAMENTO MUSCOLARE PROPRIOCETTIVO, LA NOZIONE DI POSTURA ATTIVA - Chinesiologia Scientifica n.2, 1988, Firenze
  13. Souchard Ph. E.: GINNASTICA POSTURALE E TECNICA MEZIERES - Marrapese Editore, 1982, Roma

lunedì 11 giugno 2012

RIEDUCAZIONE POSTURALE E TERAPIA SHIATSU, INTEGRAZIONE POSSIBILE

Le motivazioni che mi hanno indotto a scrivere questo breve articolo sulla possibilità di integrare due metodiche che presentano caratteristiche idonee a trarne un'alleanza efficace, sono principalmente legate alla necessità, sentita tanto dai pazienti quanto dai terapisti, di adottare trattamenti personalizzati ed efficaci, che non trascurino gli elementi somatici e psichici che si fondono nell'unità "Uomo". Molti autori hanno già affrontato l'argomento, ma ritengo comunque utili ulteriori riflessioni in materia al fine di rendere il momento terapeutico sempre più ricco in contenuti che soddisfino la domanda di "Cura".

Chi, come me, si è fatto una lunga esperienza (più di tre lustri) nella riabilitazione applicata in campo ortopedico, neurologico, cardiologico e pneumologico, sa che i supporti tecnologici disponibili sono tanti e molto validi (come le più recenti e sofisticate forme di elettroterapia, i soft-laser, le apparecchiature isocinetiche, l'ipertermia etc.), eppure la ricchezza di sfumature, e quindi di capacità di adattamento alle necessità della terapia, di cui possiamo disporre come agendo direttamente con il contatto manuale e con quello impalpabile ma altrettanto essenziale appartenente al piano relazionale, è incomparabilmente più vasta.

Come terapisti sappiamo quanto sia importante l'effetto della "manu terapeutica" (senza voler usurpare quella "medica") sui nostri pazienti. E' nostra quotidiana esperienza la constatazione dell'apprezzamento di chi si affida a noi per un rapporto che si fonda sulla professionalità e sulla capacità tecnica, ma anche sulla fiducia ed il senso di sicurezza che sa infondere il terapeuta. Tra le tecniche, di validità provata, che privilegiano un rapporto che tiene conto di questi fattori troviamo la Terapia Posturale e la Terapia Shiatsu.

Sarà bene, a questo punto, riassumere brevemente per i lettori non esperti in questi campi specifici i fondamenti delle due metodiche:

- La terapia posturale

Si basa sui principi elaborati, dopo felici intuizioni, dalla terapista Francoise Mézières ed affinati nel corso degli anni da altri colleghi. Si può, in estrema sintesi, affermare che con questa metodologia si mira a ricondurre verso la "Forma Ideale" (il cosiddetto Biotipo di Riferimento) soggetti i quali, assumendo atteggiamenti corporei che se ne allontanano, soffrono di disturbi prevalentemente ortopedici. In relazione alla constatazione che il nostro atteggiamento somatico (o postura) è mantenuto dall'apparato muscolare che spesso è sede di contratture e retrazioni conseguenti a patologie, a traumi, oppure a cause psichiche come stress ed ansia, un intervento che miri a recuperare l'elasticità dei muscoli e quindi la postura ideale è decisamente auspicabile.

Per questo genere di disturbo è ormai cosa nota che la semplice terapia antalgica (farmacologica o fisiatrica) non è sufficiente a risolvere il quadro clinico, se non per brevi periodi e spesso al prezzo di notevoli effetti collaterali; bisogna quindi adottare una terapia che agisca contro le cause dei disturbi prima ancora che contro i sintomi. La rieducazione posturale risponde egregiamente a questi requisiti fornendo al paziente sia un intervento mirato alla risoluzione dei dismorfismi indotti da un'alterata distribuzione delle forze muscolari sia una migliore coscienza del "sé corporeo", aspetto, quest'ultimo, tanto importante quanto ignorato in altri tipi di cura. 

La R.M. si avvale principalmente dell'Esercizio Isometrico in Massimo Allungamento dei muscoli retratti e di posizionamenti correttivi, tutto ciò dopo un accuratissimo esame obiettivo di struttura ed atteggiamento corporeo del paziente e dopo la raccolta delle anamnesi remota e patologica. 

Accade, però, che alcuni pazienti siano inizialmente in uno stato di contrattura (distrettuale o generalizzata) tale da rallentare il lavoro delle prime sedute. In queste situazioni è bene tener conto dei sintomi ed attuare una terapia (scevra da effetti collaterali) in grado di dare sollievo al paziente, abbreviando conseguentemente i tempi di recupero.

Una forma di cura che mi sembra rispondere a criteri olistici, ai quali la R.M. s'ispira è la: 

-Terapia Shiatsu

Essa può risultare assai utile nei soggetti i quali hanno difficoltà a raggiungere il minimo grado di rilassamento (muscolare e psichico) che l'esecuzione degli esercizi posturali richiede. E' possibile quindi ricorrere allo Shiatsu per indurre rapidamente uno stato di rilassamento e benessere atto a favorire il lavoro attivo che sarà richiesto.

Anche in questo caso è bene fornire qualche accenno alle basi su cui questa terapia si fonda ed alla tecnica esecutiva.

Va detto innanzi tutto che lo shiatsu è parte integrante della Medicina Manuale giapponese e che da questa è stato fatto proprio nel corso dei secoli al termine di una, per così dire, migrazione culturale delle conoscenze terapeutiche indiane e cinesi. Esso ha molte analogie con l'agopuntura (della quale usa 660 punti di trattamento su tutto il corpo), pur essendo non invasivo e basandosi principalmente su pressioni digitali ed altre manovre pressorie o vibratorie, tutte comunque delicate, gradevoli e molto rilassanti. Gli effetti di riduzione del dolore e delle contratture muscolari sono legati alla produzione di endorfine e ad effetti positivi sul microcircolo prodotti dalle manovre manuali. Si ottiene anche una riduzione delle tensioni emotive (con particolare riguardo a quelle dovute a stress) grazie alle suddette manovre ed alla situazione legata all'ambiente terapeutico, che deve essere estremamente accogliente e rilassante, oltre che al fondamentale sentimento di fiducia che il paziente deve avere nel suo terapista. 

Millenni d'uso di questa tecnica semplice, ma di non facile esecuzione, ne hanno dimostrato la validità nei casi che ne trovano indicazione.

Riguardo alle indicazioni, non sarà mai ribadito a sufficienza che a qualunque diagnosi (medica od emessa dal fisioterapista, quando di sua competenza) deve far seguito la disamina dei trattamenti che trovano indicazione nel caso specifico e che risultano più efficaci 
  1. per rapidità di raggiungimento dei risultati 
  2. per la durata nel tempo degli stessi 
  3. per la ridotta presenza, meglio ancora l'assenza, di effetti collaterali.
Una volta certo della diagnosi e delle indicazioni a questi trattamenti, il terapista potrà applicare le suddette tecniche le quali, grazie all'effetto sinergico che viene esplicato, potranno rappresentare una valida cura per molti pazienti. 

*N.d.A. Pensate alla ricchezza della parola "cura" ( partecipazione, interesse ai problemi del malato, insieme attenzioni volte a ridurne la sofferenza, infine)
tratto da http://www.aifimm.it
autore: 
Massimo Musco
D.U. conseguito presso l'Università "La Sapienza di Roma" 
Specializzato in Riabilitazione Respiratoria , Ginnastica di Rieducazione Posturale, Terapia Shiatsu, RM Metodo Mézières

SHIATSU E SPORT

Quando un atleta affronta una gara, non soltanto gareggia con tutto il suo corpo, ma partecipa anche con il suo spirito, con le sue motivazioni, con la sua voglia di divertirsi e di vincere. Nello sport il “Ben-Essere”, ossia lo stare bene con se stessi, si raggiunge quando la partecipazione a un’attività agonistica, o semplicemente sportiva, è globale e coinvolge armoniosamente sia il fisico sia lo spirito.Tutti gli allenatori sanno che il livello di prestazione si migliora non solo ponendo attenzione a tecnica, tattica, preparazione fisica e alimentazione, ma anche ai periodi di alternanza sonno — veglia, alla qualità di utilizzo del tempo libero, all’attività sessuale, alle amicizie e anche a ciò che si pensa e a come lo si pensa.Un allenatore, perciò, nel programmare gli allenamenti, deve tenere presente tutti i componenti della qualità della vita, perché tutte entrano in gioco e contribuiscono a modellare il comportamento finale che un atleta esprime nella prestazione agonistica. Tuttavia, risulta difficile prendere in considerazione tutte queste variabili (soprattutto quelle emotive e psicologiche) in quanto, in alcuni casi, è l’atleta stesso a non essere cosciente che “emozioni bloccate o problemi della giornata” possano influire sul proprio fisico e di conseguenza sulla sua prestazione, sia in allenamento che in gara.Un’arte come lo Shiatsu che ha come scopo principale l’armonizzazione di “corpo - mente — spirito” di una persona, può rappresentare un valido supporto psico - fisico per gli sportivi. Riequilibrando l’energia corporea dei singoli atleti, i trattamenti Shiatsu permettono di agire positivamente su “fattori chiave” influenzanti la prestazione sportiva come lo stato di salute, i valori fisici e psichici e l’efficienza tecnico tattica dell’organismo.  
LO STATO DI SALUTE 
Per uno sportivo, soprattutto a livello agonistico, è necessario mantenere e preservare uno stato di salute tale da non compromettere il lavoro svolto durante la fase di preparazione alla gara. Da un lato una buona condizione fisica generale consente all’atleta di aumentare il suo rendimento sia in allenamento che in competizione; dall’altro, al fine di raggiungere gli obiettivi prefissati e programmati, è inevitabile che ogni sportivo presenti un buon stato di salute di base.Attraverso la stimolazione dei processi di autoguarigione dell’individuo, lo Shiatsu rappresenta un ottimo sostegno nella prevenzione e nella cura di malattie e infortuni nei quali può incorrere un atleta.I trattamenti Shiatsu, praticati effettuando pressioni su punti o zone della cute ritenuti in carenza o in eccesso di energia da parte dell’operatore, permettono il raggiungimento di un equilibrio psicofisico necessario al mantenimento di uno stato di salute adeguato alle differenti attività sportive.  
VALORI FISICI 
La Scioltezza articolare Molteplici sono gli effetti che i trattamenti Shiatsu hanno sul corpo, muscolarmente potente, di atleti di alto livello: maggior scioltezza articolare, più forza elastica e di conseguenza un aumento della potenza nei colpi. Le pressioni lunghe e prolungate tipiche dello Shiatsu vanno a lavorare in profondità sul tessuto ed incidono sugli strati più profondi del sistema muscolare. Tali pressioni liberano le tensioni e permettono, con un lavoro mirato di stretching, di ottenere un sistema muscolare più elastico e resistente allo stress agonistico. Ne risulta quindi che gli atleti che praticano sport come la pallavolo, il tennis, la pallanuoto, ecc... in cui l’ampiezza articolare dipende strettamente dal grado di scioltezza articolare, ottengono un aumento nella potenza impressa ai colpi. Inoltre, attraverso il rilassamento di muscoli ipertonici (in conseguenza a traumi fisici o emotivi), le applicazioni Shiatsu pervengono ad un aumento della mobilità e dell’elasticità muscolare dell’atleta che incidono significativamente sulla diminuzione degli infortuni.Differenti, invece, sono gli effetti dello Shiatsu sulla forza esplosiva la quale è più legata alle caratteristiche fisiche muscolari dell’atleta e al tipo di allenamento sul potenziamento della fascia muscolare proposto dall’allenatore. In questo caso, lo Shiatsu risulta avere un’influenza minore in quanto esso lavora più sul rilassamento muscolare che sul potenziamento. 
La Postura 
Per postura s’intende posizione reciproca delle varie parti del corpo in stazione eretta, facendo implicitamente riferimento all’attività muscolare necessaria per mantenere tale stato. In un normale stato di postura l’attività muscolare è ridotta al minimo e non interferisce negativamente con le normali funzioni degli altri apparati e sistemi, anzi vi contribuisce. Nel mantenere la postura i muscoli delle diverse regioni corporee lavorano coordinatamente opponendosi alla forza di gravità (ecco perché non si può dormire in piedi) e bilanciandosi a vicenda. Quando la posizione assunta dal corpo, in piedi o seduti, non è corretta, i muscoli sono costretti ad uno sforzo maggiore e causano affaticamento. In effetti, essendo numerose le parti del corpo che si devono riequilibrare tra di loro, basta che una di esse sia in tensione per provocare uno sbilanciamento del baricentro del corpo. Per evitare la caduta, i muscoli dovranno supplire a questa tensione con altre contrazioni che la contrastino. E’ sufficiente che la testa sia spostata di qualche millimetro che, per reazione, entrano in gioco una serie di contrazioni muscolari (dal capo fino ai piedi) per compensare questo squilibrio. Il problema è che la maggior parte degli atleti è incapace di dire se tiene una spalla più alta dell’altra, quale è l’espressione del proprio viso o se la tensione dei muscoli lunghi del dorso è simmetrica sui due lai della colonna, di conseguenza se assume posture errate non si rende conto di quanta energia sprechi nel corso della giornata. Inoltre le posture suddette, a lungo andare, potrebbero peggiorare i difetti della statica, condizionando lo scheletro fino a modificarne la struttura.Per ritrovare naturalmente una posizione corretta, occorre prendere coscienza di tutte le contrazioni eccessive che irrigidiscono i muscoli inutilmente e, man mano che riusciamo ad eliminarle, ritroveremo nei nostri movimenti la grazia e l’instancabilità tipica dell’età infantile. In questo contesto, lo Shiatsu opera su due livelli fondamentali:- i trattamenti inducono nel corpo del ricevente un profondo stato di rilassamento che agevola la consapevolezza delle contrazioni da parte dell’individuo;- l’operatore, attraverso la tecnica delle due mani separate, agisce sui punti del corpo che presentano un eccesso d’energia al fine di distribuirla equamente alle altre parti che ne sono carenti. L’attenzione della persona sarà rivolta alla percezione delle proprie contrazioni. Rendendo consapevole il processo di rilascio delle tensioni, viene data la possibilità al corpo di correggere il suo squilibrio e di aggiustarsi naturalmente. Man mano che si sviluppa la coscienza della postura, si può operare per riportare il corpo in un rapporto armonioso con se stesso e con la gravità 
La Fascia 
Il 60% della massa corporea è costituito dal sistema muscolo — scheletrico. C'è una continuità strutturale e funzionale fra i tessuti, duri e molli, che costituiscono la componente meccanica della macchina umana. Bisogna scoraggiare la tendenza a considerare una lesione locale isolata dal resto e accrescere la consapevolezza sulla natura interdipendente di questo raggruppamento di tessuti. Il sistema muscolo — scheletrico è composto di muscoli, legamenti, tendini, ossa e fascia (tessuto connettivo) ed è il principale consumatore dell’energia corporea. Tessuto connettivo formato da una sostanza “granulosa” simile a gel con una base fibrosa, la fascia possiede flessibilità e allo stesso tempo grande forza. Essa si trova fra ogni strato della muscolatura, attorno ad ogni organo e in ogni cavità corporea. Avvolge il midollo, il cervello ed ogni osso e si trova persino negli spazi intercellulari. La fascia esiste sotto forma di tessuto continuo in tutti gli strati del corpo. Questo significa che un’anomalia della fascia in un punto del corpo può avere un effetto negativo su qualsiasi altra area.La fascia, quindi, influenza in modo importante la postura e la funzione di ogni organo ed ogni sistema del corpo. Nello Shiatsu la ripetizione ritmica di compressioni profonde dei tessuti produce un effetto di stiramento — rilasciamento dei tessuti connettivi e delle fasce: questo permette di regolarizzare le tensioni meccaniche, alle quali la struttura altamente specializzata dell’atleta è sottoposta. Ricerche effettuate in Cina hanno indicato che il flusso dell’energia attraverso il meridiano viene condotto nel corpo tramite la fascia, inoltre, studi scientifici sulle basi neurofisiologiche dell’agopuntura dimostrano come la stimolazione meccanica dei punti di agopuntura produca, anche attraverso la sola pressione, importanti stimolazioni dei centri nervosi superiori, a livello della sostanza reticolare, del talamo, dell’ipotalamo e addirittura di molti nuclei sottocorticali. A questo meccanismo vanno probabilmente attribuiti i numerosi e talvolta vistosi effetti di regolazione neurovegetativa che si ottengono con la Shiatsuterapia.Ogni volta che si applica una pressione su di un punto dell’agopuntura (tsubo) o allunghiamo un braccio o una gamba, influenziamo direttamente la fascia. 
VALORI PSICHICI 
Corpo e mente non sono due mondi separati, ma sono due parti, in continua influenza reciproca, di un tutt’uno: l’uomo, nella sua unità somato — psichica. In ambito medico è ormai largamente condivisa l’idea che il benessere fisico abbia una sua influenza su sentimenti ed emozioni e che a loro volta questi ultimi abbiano una certa ripercussione sul corpo (PNEI).Le emozioni e gli stati psichici , pur non organizzandosi in vere e proprie malattie, si esprimono attraverso il corpo, coinvolgono il sistema nervoso autonomo e forniscono una risposta vegetativa a situazioni di disagio psichico o di stress.Quando un individuo sente di essere in pericolo, vero o immaginario, tutto l’organismo ne è coinvolto e per proteggersi dal pericolo attiva il meccanismo omeostatico. Un quadro di stress cronico in tutto l’organismo produrrà a lungo andare contrazioni muscolari che a loro volta, se prolungate, avranno serie conseguenze, ad esempio sul sistema cardiovascolare. Persino una semplice contrazione muscolare del braccio, se prolungata, farà alzare la pressione del sangue da 10 mm. a 20 mm Hg. Tutte le alterazioni emozionali si rispecchiano in altrettante alterazioni muscolari. Atteggiamenti emozionali, come la rabbia o la paura, e stati d’animo, come l’eccitamento o la depressione, producono atteggiamenti muscolari caratteristici. La somatizzazione di un’emozione o di uno stato psicologico generalmente ha una durata di tempo limitata, cessa con il cessare dell’elemento scatenante e non presuppone una lesione d’organo. Se tale somatizzazione permane al cessare dell’elemento scatenante determina un uso costante e non necessario di energia che con il tempo viene sottratta alle funzioni vitali del corpo.Per avere una buona performance sportiva è fondamentale che l’apparato muscolo — scheletrico — psichico dell’atleta siano in equilibrio e al massimo dell’efficienza, al fine di poter attingere (soprattutto al momento della gara) a tutte le risorse energetiche a disposizione. Un operatore Shiatsu, soprattutto attraverso il metodo di Masunaga (meridiani come funzioni vitali a cui associare differenti stati psichici), sa benissimo che, nel momento in cui porta la pressione in una determinato zona corporea, il punto energetico non è solo legato ai muscoli sottostanti ma fa riferimento ad una condizione psicologica particolare e di conseguenza ad un’emozione ben precisa: il riequilibrio avviene sia a livello fisico che psichico.I trattamenti Shiatsu permettono di ridurre il livello d’ansia e le paure pre - gara dell’atleta consentendogli un maggiore controllo psicofisico dei suoi mezzi durante competizione. Si potranno così evitare livelli di elevata tensione, principali cause di dispendi irregolari di energie (tali da causare stati depressivi) e di diminuzione del grado di concentrazione dello sportivo. Inoltre, lo Shiatsu, consentendo un più veloce recupero psicofisico in fase post - gara, permette di controllare e quindi diminuire i momenti depressivi conseguenti ad un insuccesso e quelli di sproporzionata euforia in caso di vittoria, stati psichici che, se protratti possono nuocere progressivamente al rendimento individuale dell’atleta (soprattutto per atleti che sono sottoposti ad impegni ravvicinati). 1.3.1. La ConcentrazioneStato mentale in cui la mente usa la maggior parte delle sue abilita’ nell’assolvere un compito determinato, il livello di concentrazione è un fattore determinante in uno sportivo in quanto permette di effettuare rapidamente scelte tattiche appropriate. Quando la mente è concentrata su qualcosa, gli altri stimoli vengono ignorati in proporzione all’intensità della concentrazione stessa tanto che emozioni troppo intense e dolori muscolari possono distogliere o monopolizzare l’attenzione dell’atleta sottraendola alla concentrazione necessaria per lo svolgimento della gara e alle capacita’ tattiche.L’obiettivo complessivo dell’atleta, soprattutto in campo agonistico, è di realizzare la prestazione in modo ottimale (nel breve, medio e lungo periodo), attraverso un’organizzazione di un piano di impiego delle sue risorse, tecniche ed energetiche, in funzione dell’ambiente e dell’avversario.Sia in discipline sportive individuali che di squadra, la scelta tattica può risultare fluttuante e complessa: numerose decisioni devono essere prese in lassi di tempo ridotti ed é quindi necessario che il livello di concentrazione dell’atleta rimanga elevato. Dopo un trattamento Shiatsu l’atleta, anche a distanza di ore, si sente più leggero, maggiormente equilibrato e prova un piacevole senso di calma, condizione che gli permette di essere più lucido mentalmente e di concentrare tutta l’attenzione allo svolgimento della gara. Questo, inoltre, permette all’atleta di evitare tutti quegli infortuni o incidenti dovuti a disattenzione. 



Per rilevare come il trattamento Shiatsu agisce sui fattori chiave caratterizzanti la prestazione sportiva, è interessante considerare e analizzare le risposte date dagli atleti alla domanda n. 13 “In seguito ai trattamenti...”. 
La quasi totalità degli atleti trattati ha riscontrato un netto miglioramento soprattutto nelle capacità di rilassamento e di concentrazione (rispettivamente 76,7 %, 80 %). Questi risultati incidono direttamente sulle performances sportive (aumentate nel 70,3% dei casi): una migliore capacità di rilassamento consente infatti sia di evitare un iper tono muscolare (in fase di preparazione alla gara) sia di recuperare più velocemente lo stress psicofisico seguente la competizione. Inoltre, un aspetto particolarmente positivo è dato dal fatto che l’elevato grado di concentrazione è stato riscontrato soprattutto da atleti praticanti discipline sportive di lunga durata (pallavolo, pallanuoto...), conferendogli una maggior costanza e linearità nel valutare la situazione tattica durante lo sforzo agonistico.Per quanto riguarda il grado di scioltezza, il 43% degli intervistati ha rilevato un miglioramento, mentre il 37,7 % non ha riscontrato variazioni significative. Atleti praticanti attività sportive come il calcio, la pallavolo, la pallacanestro e la pallanuoto, hanno riscontrato che la maggior scioltezza acquisita si è concretizzata in un aumento delle performances sportive (maggior potenza nei colpi) e soprattutto in una diminuzione di traumi e infortuni muscolari (contratture, stiramenti, distorsioni) ai quali erano frequentemente soggetti. Gli intervistati che hanno rilevato un grado di scioltezza costante, sono coloro che hanno praticato in passato la ginnastica ritmica, artistica e la danza, attività sportive le quali necessitano di una scioltezza articolare di base assai elevata.I trattamenti hanno avuto risultati positivi anche per quanto riguarda il grado “d’ansietà” che è diminuito per il 63% dei soggetti e ne è rimasto invariato per il 37%. La maggior tranquillità e lucidità dovute alla diminuzione degli stati ansiosi, ha conferito agli atleti un elevato grado di concentrazione ed un maggior controllo dei propri mezzi psico - fisici, aumentandone la prestazione durante la gara. Tuttavia, l’ansietà è una caratteristica che si differenzia a seconda dell’individuo: atleti di per sé meno ansiosi non hanno riscontrato miglioramenti significativi in tale parametro, mentre soggetti apprensivi e agitati di natura ne hanno rilevato una netta diminuzione.Considerando il parametro “sopportazione al dolore”, le risposte degli atleti evidenziano un miglioramento nel 60% dei casi, e una situazione invariata per il 20% degli sportivi (il restante 20% non ha saputo rispondere). L’equilibrio delle ultime risposte è dovuto da due fattori: da un lato, la difficoltà nel saper valutare correttamente tale parametro da parte dei riceventi; dall’altro, è evidente che il numero e la frequenza dei trattamenti influisce positivamente nell’aumentare la soglia di sopportazione al dolore. Inoltre, è importante rilevare che anche durante lo svolgimento di una singola seduta, le pressioni da me attuate divenivano progressivamente più profonde e intense, esercitando con più facilità anche nelle zone particolarmente sensibili al dolore. Di conseguenza, perché un ciclo di trattamenti agisca significativamente sulla percezione del dolore da parte dell’atleta, sono necessarie un minimo di sei sedute effettuate a breve distanza l’una dall’altra.Occorre comunque distinguere tra soggetti praticanti attività agonistiche, che presentano una più elevata sopportazione al dolore in quanto più abituati a situazioni di sofferenza, ed atleti amatoriali, per i quali gli allenamenti sono mento intensi e stancanti: per influire sulla soglia del dolore è necessario un numero maggiore di sedute per i primi rispetto ai secondi. Il 60% degli intervistati ha inoltre affermato che i trattamenti Shiatsu hanno influito a migliorare la propria percezione corporea, agendo positivamente sulla postura degli stessi. Sebbene i riceventi fossero tutti atleti agonisti, essi presentavano delle carenze a livello di conoscenza personale del proprio corpo, elemento che si traduceva in una bassa percezione di atteggiamenti viziati, alcuni dei quali causati dalla stessa attività sportiva (spalle curve dei pallavolisti; l’appoggio del peso corporeo sempre sullo stesso lato, anche in momenti di riposo, per i tennisti; un atteggiamento di iperlordosi per le praticanti di aerobica, cifosi per cestisti e motociclisti…). Attraverso le pressioni e gli stiramenti, si riporta una corretta postura nella persona e l’effetto congiunto del rilassamento profondo — percezione corporea consente di fissare i cambiamenti. “ ...riesco ad avere le spalle più aperte”, “in condizioni di riposo riesco a percepire maggiormente il rilassamento dei muscoli”, “posizione più eretta del dorso”...., queste sono alcune delle testimonianze date dagli atleti che hanno riscontrato un effettivo cambiamento nella postura (40%). La quasi totalità degli atleti (28 su 30) sottoposti a trattamenti Shiatsu ha raggiunto un elevato grado di rilassamento profondo tale da indurre stati alterati di coscienza [1], rivelando che il ricevente non si trovi in una fase di sonno, nella quale si perderebbe coscienza di ciò che sta facendo l’operatore. Le immagini e le sensazioni emotive indicate dagli atleti confermano il raggiungimento dello stato alterato di coscienza. Due delle sensazioni riportate nel questionario rappresentano stadi successivi nella percezione dello stato di rilassamento: la prima sensazione, riscontrata dal 16,7% degli atleti, è un senso di pesantezza attraverso il quale si percepisce in tutto il corpo l’attrazione terrestre, come se la terra fosse una gigantesca calamita che lo attira; la seconda sensazione è quella in cui si il corpo diventa leggerissimo tanto da sentirsi galleggiare fuori di esso, è stata provata dal 33.3% degli sportivi. Escludendo queste due sensazioni, il 93.4 % degli intervistati ha visualizzato immagini o percepito sensazioni particolari come ad esempio: “Sono sott’acqua, come mi è capitato tante volte di finire durante una gara, ma stranamente respiro l’acqua come se fosse aria.”; oppure “Ho la sensazione di fluttuare in un liquido, il mio corpo gira su sé stesso. Non mi rendo più conto dove sia l’alto o il basso, non ho più punti di riferimento”; e ancora “Ho come la sensazione di ritornare nel grembo materno”.In ogni caso, lo Shiatsuka non è uno psicologo e non è suo compito l’analisi delle emozioni e delle visualizzazioni mentali avute dai soggetti, sebbene le loro risposte aiutino indirettamente l’operatore nel completare la sua diagnosi su ogni singolo individuo. 
CONCLUSIONI 
VANTAGGI E LIMITI DELLO SHIATSU NELLO SPORT 
Secondo le risposte date dai 30 atleti, sottoposti ai trattamenti, i principali vantaggi dello Shiatsu nello sport possono essere sintetizzati come segue: - Tutti gli atleti, indipendentemente dallo sport praticato (20% pallavolo e pallacanestro, 16.7% calcio, 13.3% tennis e aerobica, 10% motocross), riferiscono invariabilmente un effetto potente di defaticamento e la sensazione di avere a disposizione molta più energia del solito.- Lo Shiatsu aiuta a recuperare più facilmente le energie anche dopo gare estremamente dure: durante la seduta avviene infatti un cambiamento visibile dell’espressione e dello stato energetico anche perché l’atleta si rilassa, lascia uscire le tensioni, respira in modo lento e profondo e non pensa alla gara, ma solo al proprio corpo e alla propria energia. - Lo Shiatsu è utile all’atleta indipendentemente dalla disciplina sportiva da lui praticata. Questo perché i risultati delle stimolazioni hanno avuto sugli intervistati effetti diretti come un aumento del flusso respiratorio più ampio e profondo, un aumento del rendimento atletico con sensazioni di maggiore scioltezza, un aumento della concentrazione e una gradevole sensazione di rilassamento durante la pratica Shiatsu. Lo Shiatsu agisce congiuntamente sul corpo — mente — spirito dello sportivo, e non solo a livello fisico.- Gli sportivi, soprattutto quelli agonisti, hanno rivelato una bassa percezione corporea, sebbene il corpo costituisca la parte più curata negli allenamenti. Il trattamento Shiatsu potrebbe quindi rappresentare un valido supporto agli attuali esercizi di stretching in quanto consente di raggiungere un profondo stato di rilassamento e di percezione corporea.- Dalle risposte degli intervistati si è potuto inoltre evidenziare una difficoltà al rilassamento da parte degli atleti, limite che ostacola il raggiungimento di adeguato livello di concentrazione (sia prima che durante la gara). Tuttavia, tra gli atleti che provengono dalla ginnastica (artistica e ritmica) e dalla danza ho potuto riscontrare una maggiore propensione e facilità al rilassamento globale (fisico — psichico): i movimenti fluidi di tali discipline sono il risultato di un giusto equilibrio tra contrazione e rilassamento, mentre in altri sport si dà maggiore importanza alla prima a discapito del secondo. - La frequenza ed il numero dei trattamenti effettuati sugli sportivi influenza positivamente il rendimento e di conseguenza il risultato sportivo degli atleti stessi. Dalle schede d’intervista si può notare che coloro che hanno avuto difficoltà nel rispondere o hanno riportato dei risultati invariati, si sono avvicinati tardi allo Shiatsu e si sono sottoposti quindi a un minor numero di sedute. Con l’aumentare del numero dei trattamenti, sono gli atleti stessi a domandare una frequenza più elevata delle sedute, soprattutto in vicinanza delle competizioni.- L’intervento immediato del trattamento Shiatsu su piccoli traumi, contratture o distorsioni permette di non interrompere l’allenamento e di non vanificare, quindi, la preparazione atletica dello sportivo (questo è dovuto al fatto che le pressioni statiche dello Shiatsu non inducono e non accentuano stati infiammatori dei tessuti).- Con lo Shiatsu l’atleta riscopre la piena espressione delle proprie risorse vitali.Nonostante questi vantaggi, lo Shiatsu presenta alcuni limiti:- Di tempo: soprattutto per gli atleti non professionisti, è difficile ritagliare uno spazio di tempo adeguato al trattamento Shiatsu durante la giornata. Il lavoro, la vita familiare, gli allenamenti diminuiscono il tempo a disposizione che l’individuo può dedicare alla propria cura psicofisica (cosa che accade più facilmente in caso di malattia o traumi).- Di luogo: perché da un trattamento Shiatsu si possa ottenere il massimo del risultato (concentrazione, rilassamento, percezione...) è necessario che venga svolto in un luogo tranquillo e lontano da eventuali distrazioni per il ricevente. Può essere svolto anche nelle palestre purché esse presentino delle sale adeguate a tal fine.- Di professionalità: affinché lo Shiatsu sia messo in pratica in modo corretto, è necessario rivolgersi ad un professionista specializzato che si sia diplomato presso una delle scuole associate alla Federazione Nazionale Shiatsu. Questo può implicare che il costo dei singoli trattamenti (parcella di un professionista) influisca negativamente sulla scelta da parte degli atleti (soprattutto quelli non professionisti), inducendoli a ridurre progressivamente sia la frequenza che il numero totale delle sedute. 
TENDENZE E CONCLUSIONI 
Lo Shiatsu sta entrando sempre di più nel linguaggio comune della gente e non sono pochi i personaggi pubblici della politica, cultura, sport e spettacolo che dichiarino di ricevere Lo Shiatsu rappresenta una forma di comunicazione fisica ma anche energetica e meditativa che fa avvicinare gli individui alle leggi di natura che governano dentro di loro le proprie forze fisiche, energetiche e mentali, predisponendoli così ad avere una loro eventuale ricerca spirituale. L’attenzione dell’operatore verso il ricevente, la durata del trattamento, l’ascolto della risposta alla pressione, la ritmicità del trattamento, la ricerca del “qui ed ora pressorio”, ma soprattutto le caratteristiche fondamentali dello Shiatsu (la pressione perpendicolare e il mantenimento dell’azione pressoria), sono tutte particolarità assolutamente uniche che rendono questa disciplina un trattamento autonomo da qualsiasi forma di sostegno manuale. Da un punto di vista sociologico, per il rapporto non verbale che si instaura tra operatore e ricevente, è una rivoluzione rispetto al tradizionale massaggio e una vera e propria novità nel campo del rapporto tra le persone. Con lo Shiatsu l’obiettivo da centrare è quello di migliorare la performance, intesa come miglioramento globale della qualità di vita realtà oggettiva che permette ad ogni individuo di esprimere al massimo le proprie potenzialità e nel caso degli atleti di poter dare il meglio di sé stessi nel momento della competizione agonistica.  

di Roberta Boni
(Laureata in Scienze Motorie ed Operatrice Shiatsu)
http://www.nonsoloshiatsu.it

BIBLIOGRAFIA 
Andreana Spinola: “Shiatsu, una grande arte per la salute”.  
Articolo di Shiatsu News — luglio ’98. 
Roberta Boni: “Appunti del I, II, III, IV, V, e VI livello di Shiatsu”. Corsi di Shiatsu della scuola “Daniele Giorcelli”.  
Douglas Gattini: “Le caratteristiche della pressione Shiatsu e la sua rispondenza alle leggi della natura”.Articolo di Shiatsu News — luglio ’96 
Fabio Zagato: “Elementi di Shiatsu”. La circolazione e l’equilibrio dell’energia vitale. (RED edizioni) 
Francesco Casaretti: “Il Tao e il piacere dello Shiatsu”. Articolo di Shiatsu News — luglio ’98. 
Franco Bottalo: “Lo Shiatsu”. Il risveglio dell’energia di guarigione.(Xenia) 
John E. Kane: “Nuovi orientamenti nella Psicodiagnosi nello Sport: problemi e prospetti”. Atti del Convegno Internazionale di Psicologia dello Sport, Roma 4-6 ottobre 1982. 
Klaus Metzner: “Shiatsu”. Favorire la circolazione dell’energia vitale. (RED edizioni) 
Leon Chaitow: “Massoterapia Neuromuscolare”. Tecnica osteopatica per il trattamento dei tessuti molli. (RED edizioni) 
Masunaga & Ohashi: “ZEN SHIATSU”. La terapia Shiatsu secondo i principi dello zen. (Mediterranee) 
Ohashi: “Le tecniche corporee di Ohashi”. Oltre lo Shiatsu con il metodo OhaShiatsu. (Il Castello) 
S. Santoni —W. Ohashi: “Olo Shiatsu”. Tecniche di manipolazione per il riequilibrio energetico dell’organismo. (Armenia) 
Saul Goodman: “Shiatsu Shin Tai”. L’evoluzione e la sintesi della tecnica tradizionale di lavoro sul corpo. (Edimons) 
Saul Goodman: “Il libro dello Shiatsu”. Guida pratica al massaggio(Macro edizioni) 
Shizuto Masunaga: “Esercizi zen per immagini”. Esercizi dei meridiani per una vita sana. (Mediterranee) 
Tadeusz Ulatowski: “La teoria dell’allenamento sportivo”.- Scuola dello Sport del CONI 
Ted J. Kaptchuk: “Medicina Cinese, fondamenti e metodo”. La tela che non ha tessitore. (RED edizioni) 
Toru Namikoshi: “Il libro completo dello Shiatsu”. La terapia completa di pressione digitale. (Mediterranee)

martedì 28 febbraio 2012

L'eccesso di "volontariato": conseguenze e rimedi

L'eccessiva dedizione agli altri porta a perdere di vista la propria condizione, causando un dispendio energetico che diminuisce o, nei casi peggiori, annulla la capacità di razionalizzare e di organizzarsi.
La persona non si risparmia e si trova a dare la propria disponibilità a chi gli sta intorno anche fino alle estreme conseguenze. 
La dedizione verso gli altri fa sì che questo sia considerato la caratteristica tipica del «volontario» che presta la sua opera «gratuitamente», se necessario fino allo sfinimento.
Spesso un atteggiamento di questo tipo porta a costruire dei rapporti interpersonali dove al «volontario», per la sua capacità di affrontare ogni situazione e di reagire in aiuto agli altri, non è consentito di fermarsi o di avere bisogno dell'aiuto di alcuno, in quanto il suo ruolo è di aiutare e non di essere aiutato.
Così, spesso le madri si trovano nella condizione di dover aiutare il figlio o sorreggere il marito nei momenti difficili, ma altrettanto spesso non vogliono far pesare su di loro i momenti di debolezza che umanamente possono provare, trovandosi perciò senza aiuto nel momento del bisogno.
Da qui la perdita della capacità organizzativa (soprattutto della propria vita), l'eccessiva rimuginazione che crea il caos interiore e lo smarrimento (e anche la depressione) dato dalla mancanza di «messa a terra».
La via per un buon riequilibrio è data dalla capacità di centrarsi e di avere un buon radicamento (a terra appunto) che consenta di rendersi utili agli altri senza perdere di vista la propria persona.  
La somatizzazione di questo stato d'animo può provocare inoltre un mal funzionamento del ciclo mestruale, e problemi allo stomaco che tende a contrarsi e a perdere la propria capacità di elaborare (il cibo in senso fisico,le idee o le soluzioni in senso mentale).

Un valido aiuto per ritrovare il giusto equilibrio emozionale può essere dato da:

- trattamenti Shiatsu per riequilibrare i meridiani energetici che vengono coinvolti in queste alterazioni, in particolare il meridiano di stomaco e milza/pancreas

- fiori di Bach: in particolare il fiore Centaury interviene per riequilibrare lo stato d'animo della persona che non riesce a dire di no, aiutandola a sviluppare coraggio e auto-determinazione in modo da essere in grado di dire basta al momento giusto e di non sottomettersi ai desideri e agli ordini degli altri.





giovedì 12 gennaio 2012

Gli effetti dell Shiatsu sul dolore di schiena


 
Il dolore lombare è un problema della salute che ha assunto livelli epidemici negli USA: Quasi l’80% degli adulti soffrono almeno una volta nella vita di dolore di schiena, che rappresenta il motivo principale delle visite mediche, l'ospedalizzazione e l'inabilità sul lavoro.
Malgrado la varietà di trattamenti e farmaci disponibili, nessun trattamento tra tutte le scelte convenzionali possibili è stato documentato come efficace sul dolore di schiena. Sarno (1998) sostiene che il costo annuale per le cure mediche e l’inabilità connesse al dolore alla schiena raggiungerà presto i 50 miliardi di dollari solo in USA. Poiché la pratica medica convenzionale non può far fronte ad una così larga percentuale di adulti con questo problema, coloro che soffrono di dolore alla schiena si rivolgono alle terapie alternative o complementari per alleviare il dolore e gli inconvenienti collegati (Deyo, 1998). Negli USA l'uso, almeno una volta, di una terapia complementare è aumentato dal 33.8% in 1990 al 42.1% della popolazione nel 1997, ed il massaggio risulta essere tra le terapie di maggior successo (Eisenberg ed altri, 1998).
Lo shiatsu è stato usato in questo studio su un campione di 66 individui affetti da dolore lombare. A ciascuno dei soggetti è stato misurato il livello di ansia e di dolore prima e dopo quattro trattamenti shiatsu. Ciascuno di loro veniva sentito 2 giorni dopo ogni trattamento e gli veniva chiesto di quantificare il livello di dolore. Sia il dolore che l'ansia sono diminuiti significativamente durante lo studio. Le variabili estranee quali il sesso, l'età, il tipo di terapista, da quanto tempo perdurava il dolore lombare ed i farmaci presi, non hanno alterato significatamene i risultati. Questi soggetti oggi raccomanderebbero il massaggio shiatsu a coloro che soffrono di dolore lombare ed hanno chiaramente indicato che i trattamenti hanno attenuato tutti i principali inconvenienti sperimentati con il dolore lombare”
Le terapie complementari ed alternative indicate in USA per il mal di schiena includono, oltre allo shiatsu, metodi come l’acupressione e vari tipi di massaggio con scopo terapeutico (Astin, Marie, Pefletier, Hansen, & Haskell, 1998; Drivdahl & Miser, 1998; Eisenberg ed altri, 1998). Ferrell-Torry e Glick (1993) avevano già studiato l'uso del massaggio terapeutico per attenuare l'ansia ed il dolore nei pazienti di cancro. Il metodo di Spielberger (1983) era stato usato per misurare l'ansia e una scala analoga venne usata per misurare il dolore percepito. Il massaggio terapeutico consisteva nel praticare effleurage (sfioramento), petrissage (impastamento) e terapia miofasciale sul “trigger point” per 30 minuti per due sere successive per nove clienti. I segni di dolore e di ansia sono stati misurati prima e dopo ciascuno dei due trattamenti. La terapia di massaggio ha ridotto significativamente i livelli di dolore e di ansia. 
di Linda H. Brady, R.N., Ph.D. Drake University Kathryn Henry, Ph.D., L.M.T., O.B.T. James R Luth, 11, L.M.T., O.B.T., E.M.T. T'he Shiatsu Clinic and School - Kimberly K. Casper-Bruett, M.S.N. Winterset Iowa Community School System

Lo shiatsu


Lo shiatsu è una antica tecnica di massaggio che si basa sulla medicina tradizionale cinese. La parola shiatsu deriva da shi (dito-dita) e atsu (pressione-premere), ed indica le tecniche di pressione sul corpo. Un corpo rigido, bloccato, una mente stressata in continua tensione non consentono all’ individuo di raggiungere quello stato di benessere psicofisico che spesso ricerchiamo. Oggi sono molte le persone che hanno il culto per il proprio corpo: dalla semplice ginnastica ai più svariati prodotti per la pulizia del corpo, o agli integratori alimentari. La tendenza è “fare” invece di “sentire” con il proprio corpo. Così facendo, dimentichiamo di entrare in contatto e di sentire il corpo attraverso il tocco delle mani. Il massaggio shiatsu lavora sul sistema muscolare e circolatorio ed allo stesso tempo mette in atto i concetti orientali di energia e di scambio energetico tra chi effettua e chi riceve il massaggio. Attraverso il massaggio shiatsu si sperimenta uno stato di profondo rilassamento e benessere psicofisico. Il massaggio, dopo essere stato trascurato per un certo periodo di tempo, sta riguadagnando un posto centrale tra le tecniche di cura e prevenzione. Il massaggio è la più antica di tutte le tecniche per alleviare il dolore, per rigenerare i tessuti del corpo e per mantenere in equilibrio o correggere il funzionamento degli organi interni.

Nella tradizione cinese (che è alla base anche delle tecniche di agopuntura), la malattia è sintomo di uno squilibrio che coinvolge l’ individuo nella sua totalità: stile di vita, abitudini, atteggiamenti. L’ energia si diffonde nel corpo seguendo dei tracciati, chiamati da alcuni canali e da altri meridiani, collegati tra di loro e in relazione stretta con gli organi vitali. La malattia è il blocco o lo squilibrio dell’ energia in uno o più parti del corpo. Quando l’menergia vitale viene a mancare (stato definito kyo) è necessario tonificare il meridiano debole; quando invece l’ energia è in eccesso (jitsu) bisogna calmare il meridiano iperattivo e ripristinare uno stato di equilibrio. Quando questi punti energetici si mantengono in uno stato di perfetto equilibrio, non esistono problemi per il benessere psicofisico della persona.


Le quattro regole dello shiatsu:


La pressione delle mani: la pressione da utilizzare durante i trattamenti, deve essere quella giusta: ad ogni persona va applicata una pressione diversa, non esiste una pressione standard.

Lavorare con due mani: lo shiatsu prevede l’ utilizzo contemporaneo delle due mani, ma con compiti differenti. La Mano Madre è quella che cura, l’ altra si chiama Mano Figlia ed è quella che cerca il sintomo.
La continuità: oltre a non interrompere il trattamento per nessun motivo, lo shiatsu è un massaggio che cerca di armonizzare i movimenti facendo in modo che non ci sia stacco fra un passaggio e l’altro.
La naturalezza: tutte le posizioni del trattamento sono il più naturale possibile, in modo che la persona sia a suo agio e nel più completo relax.