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mercoledì 7 gennaio 2015

La cefalea

Il mal di testa, o cefalea, è un disturbo molto comune che può costituire da un fugace fastidio a un pesante fardello da sopportare. Le sue cause scatenanti, così come le forme che può assumere, sono molteplici e complesse; sicuramente è molto frequente la familiarità.
 
La cefalea è un sintomo tipico di molte malattie che colpiscono occhi, naso, gola, orecchie, denti; accompagna sempre le infezioni acute sia generali che intracraniche, è frequente nei soggetti che soffrono di ipertensione, per non parlare di situazioni particolarmente gravi come traumi cranici, tumori cerebrali, ipossia (scarso ossigeno) cerebrale. Altre volte, invece, la cefalea non è legata ad altre specifiche patologie.
 
Possiamo distinguerne almeno tre tipi: la cefalea da tensione muscolare, la cefalea psicogena e l'emicrania.
 
per leggere l'intero articolo cliccare sul link:




http://www.donatogiannuzzi.it/index.php/16-articoli-su-benessere/79-cefalea

lunedì 28 novembre 2011

Cervicalgia da lavoro sedentario? Ruota la testa


Per evitare cefalea e dolori posturali, disturbi che colpiscono chi lavora seduto a una scrivania, può bastare un esercizio da compiere in ufficio e un quarto d'ora di relax appena tornati a casa.
C'è un modo per contrastare efficacemente la cefalea e i dolori posturali che affliggono molti di coloro che passano la giornata seduti a una scrivania. Lo ha dimostrato Franco Mongini, dell'Unità operativa per la cura delle cefalee e del dolore facciale dell'Università di Torino, che per otto mesi ha sottoposto a una speciale terapia circa 200 impiegati comunali, selezionandone altri 200 come controlli.

Durante questo periodo i volontari sono stati invitati a svolgere un esercizio di rilassamento muscolare e posturale ogni due-tre ore che consisteva nell'appoggiare la schiena al muro e nel ruotare la testa dolcemente da una parte e dall'altra. Inoltre, una volta giunti a casa, dovevano rilassarsi completamente per un quarto d'ora in un ambiente privo di rumori o luci moleste, e tenendo sulle spalle e sul collo un panno di lana.

Agli impiegati è stato poi spiegato come evitare di affaticare troppo le articolazioni e come cogliere per tempo le tensioni muscolari eccessive.

Impressionanti i risultati della cura, pubblicati su 'Cephalgia': se all'inizio dell'esperimento tutti riferivano una media di sei episodi di cefalea e 7,5 giorni di mal di schiena al mese, nonché la necessità di assumere farmaci due giorni al mese, alla fine coloro che avevano svolto quanto consigliato avevano avuto unadiminuzione del mal di testa del 41 per cento, del mal di schiena del 43 per cento e del ricorso agli antidolorifici del 51 per cento. Al contrario, il gruppo che non aveva seguito il protocollo, non aveva avuto alcun beneficio.

Secondo dati recenti, nel mondo la cefalea colpisce il 46 per cento e l'emicrania l'11 per cento degli adulti. Secondo Mongini, l'introduzione nei luoghi di lavoro questo tipo di terapie comporterebbe una diminuzione significativa di questi disturbi e dell'altrettanto diffuso mal di schiena, a costo quasi zero.


di Agnese Codignola www.espresso.repubblica.it

 
... la cosa che non si dice nell'articolo è in realtà la più importante: nel movimento di rotazione bisogna espirare liberando le tensioni... il movimento fatto in inspirazione o, peggio, in apnea crea ulteriori tensioni inutili...

domenica 15 maggio 2011

Sindromi cefalalgiche e postura

Fra le cause delle sindromi algiche della regione cervicale e della testa rivestono importanza le anomalie posturali, sia per la loro frequenza sia per le difficoltà diagnostiche.
Le anomalie posturali attraverso la ricerca di un adattamento teso a mantenere un equilibrio omeostatico, anche di tipo strutturale, realizzano un quadro disfunzionale capace di dare origine ad un corteo sintomatologico vario e complesso.
Le sindromi posturali nascono da una serie di adattamenti che modificando lo schema fisiologico omeostatico di equilibrio, comfort ed economia, lo trasformano in uno adattato con atteggiamenti posturali meno confortevoli e meno economici.
I recettori posturali risultano essere: sistema uditivo-vestibolare, visivo-oculomotorio, stomatognatico, piede ed il sistema recettoriale propriocettivo. L'alterazione di uno o più di tali recettori possono essere punto di partenza per le sindromi posturali.
I recettori più frequentemente interessati sono il piede, il sistema oculomotorio e quello stomatognatico. Il piede per le abitudini di vita, che con l'uso delle calzature, ne impediscono il ruolo di "tampone posturale" nel suo rapporto con il terreno; il sistema oculomotorio in quanto spesso è sede di piccoli difetti non corretti, o non passibili di adeguata correzione, o per l'uso di correzioni tramite lenti con effetti prismatici secondari; il sistema stomatognatico infine per le anomalie occlusali spesso presenti per anomala posizione dei denti o per effetti iatrogeni come l'assenza di elementi dentali o per precedenti terapie conservative non ottimali.
L'effetto finale sarà quello di un'integrazione sensoriale capace di produrre risposte muscolari adattive a carico del sistema tonico  posturale che inizialmente saranno compensative, oltre produrranno tensioni muscolari proprio per le caratteristiche della muscolatura tonica.
La sintomatologia deve la comparsa ad uno stress cronico sul sistema osteo-arto-mio-legamentoso che, in relazione all'epoca di comparsa, può rappresentare il primum movens per alterazioni strutturali se interviene in soggetti in crescita od una sindrome fibromialgica in soggetti ormai maturi.
Ciò che più spesso porta il malato all'osservazione del medico è il quadro algico a livello del collo e della testa, quasi sempre d'intensità non elevata, che può avere delle crisi tali da limitare l'attività del paziente. Fra le caratteristiche importanti per la diagnosi, e soprattutto nella diagnosi differenziale, vi sono l'associazione con altri segni, come pseudovertigini, lombalgia, ecc, così come le modalità d'insorgenza spesso caratterizzate da un inizio blando, difficile da identificare, ed un lento ma continuo aggravamento.
Nella diagnosi di questi quadri disfunzionali riveste particolare importanza l'anamnesi e la semiologia clinica, con test propri della posturologia, che individua i recettori posturali alterati e rende possibile la definizione delle catene causali individuando le cause primitive e gli adattamenti secondari.
L'inquadramento di questi disturbi prevede la loro suddivisione in cause ascendenti, discendenti e misti; nella realtà clinica si osservano sempre quadri misti.
Realizzato l'inquadramento diagnostico generale rivestono notevole importanza gli esami strumentali, fra questi la diagnostica per immagini e soprattutto le indagini funzionali, con ruolo prioritario per la stabilometria statica.
Lo studio funzionale del sistema stomatognatico prevede l'utilizzo d'esami specialistici quali:
l'elettromiografia di superficie dei muscoli masticatori, l'esame dei tragitti d'apertura e chiusura mandibolare, il Tscan.

La conoscenza delle problematiche posturali porta alla possibilità non solo di poterle diagnosticare e trattare, ma anche ad una adeguata prevenzione soprattutto delle cause iatrogene.
Il trattamento deve essere incentrato sulla rimozione delle cause primitive e la riprogrammazione posturale globale, pertanto la terapia si potrà realizzare attraverso trattamenti specialistici nonchè di un approccio multidisciplinare che interesserà varie specialità mediche fra cui ortopedici, fisiatri, otorinolaringoiatri, neurologi, odontoiatri, oculisti, ecc. così come altre figure professionali quali fisioterapisti, chiropratici ed osteopati.


Abstract dell'intervento del Dott. Roberto Facecchia(medico chirurgo, odontoiatra) al CONGRESSO MEDICO organizzato a MESAGNE dalla DIVISIONE DI ANESTESIA dell' OSPEDALE "PERRINO" di BRINDISI 

tag: postura, cefalee, mal di testa, denti, facecchia roberto, denti, postura

martedì 15 marzo 2011

CEFALEE E PROBLEMI DELLA MASTICAZIONE

A seconda della quantità e del tipo di muscoli interessati, e dopo aver escluso ogni altra causa o malattia sistemica, le cefalee causate dalla malocclusione dentale possono localizzarsi in diverse parti del cranio (parietale, occipitale, temporale, sopraciliare, retrobulbare, guance, nuca, ecc.).
Soggetti prevalentemente adulti e di sesso femminile particolarmente ansiosi o sottoposti a gravi stress recenti, con "bruxismo" (digrignamento notturno), irregolarità e/o perdita dei denti posteriori, ponti o protesi recenti mal confezionate, abitudini viziate (si mangiano le unghie, masticano chewing -gum) se accusano cefalee ad insorgenza mattutina o tardo pomeridiana e se alla palpazione presentano i muscoli interessati in situazione di spasmo "di per sé", possono avere quella che viene chiamata in termini medici ADM o sindrome algico-disfunzionale- miofasica.
Bisogna anche dire che molto frequenti sono le alterazioni anatomiche dell'articolazione temporo-mandibolare e non sempre a forti rumori articolari corrispondono sintomatologie dolorose: sono situazioni a volte sfuggenti che richiedono un accurato studio del caso da tutti i punti di vista ed eseguito da persone esperte. La diagnosi è prevalentemente clinica, con visite approfondite, focalizzate alla ricerca dei sintomi caratteristici: l'uso di apparecchiature per valutare l'attività muscolare può essere d'aiuto, ma, come qualunque fisiatra può dimostrare, si presta ad errori di rilevazione e d'interpretazione. E' molto importante avere anche radiografie specifiche e modelli in gesso della bocca per lo studio della masticazione. La terapia va innanzitutto indirizzata ad eliminare cause concomitanti generali, come ipertiroidismo (soprattutto B), ghiandole endocrine (es. ipertiroidismo), psicologiche o comportamentali ecc. Ai medici dentisti si richiede soprattutto il controllo dell'occlusione e l'uso di bite che funzionano da "poltrone" per i muscoli; che cioè possono mettere in rilassamento tutto l'apparato masticatorio. Solo dopo alcuni mesi di controllo e dopo le opportune valutazioni si potrà considerare la necessità di modifiche permanenti alla dentatura con l'ausilio di trattamenti ortodontici e/o protesici. 
Tutto questo per dire che se si è nella situazione di avere una malocclusione dentale sicuramente un supporto esterno può essere di aiuto ma prima di ogni cosa possiamo aiutarci da soli eliminando o limitando le abitudini sbagliate che amplificano il problema.

Quindi... non mastichiamo chewing-gum e, per quanto possibile, non mangiamoci le unghie...

... se poi la situazione di stress risulta essere eccessiva ricordiamoci dell'esistenza dei fiori di Bach e dell'omeopatia che sicuramente possono aiutarci a ristabilire un equilibrio psichico ed emozionale.
... e se qualcuno vi dirà che questi rimedi non funzionano, ricordatevi che il mancato raggiungimento dell'obiettivo nasce in realtà da una diagnosi errata in partenza per cui non è il rimedio a non funzionare ma l'intuizione di chi ve lo propone che, probabilmente, non è riuscito a trovare il vero problema che ha creato lo squilibrio...

tag: piedi, correzione piedi, postura, ginnastica posturale, trainer, lecce, donato, giannuzzi, dolori, schiena, cervicale, cervicalgia