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giovedì 18 aprile 2013

I semi di Chia: alimento energizzante e antiossidante naturale


I semi di chia sono ricavati da una specie vegetale denominata Salvia hispanica, molto diffusa ed utilizzata in Centro e Sud America, ma ancora scarsamente conosciuta in Europa e in Italia. I semi di chia presentano proprietà nutrizionali degne di essere conosciute. A stupire è soprattutto il loro contenuto di calcio e la presenza particolarmente bilanciata all'interno di essi di acidi grassi essenziali omega3 e omega6.

I semi di chia sono stati ammessi sul mercato UE e come ingrediente alimentare nel mese di ottobre 2009.

La chia o salvia hispanica cresce spontaneamente in Messico ed in Bolivia e la raccolta dei suoi semi è spesso riservata a realtà coinvolte nei circuiti del commercio equo e solidale. Le proprietà benefiche dei semi di chia erano già note alle civiltà precolombiane dell'America Centrale e Meridionale. Essi, insieme al mais, ai fagioli e all'amaranto erano alla base dell'alimentazione di popolazioni come quella azteca. L'introduzione in Europa della chia avvenne tramite i conquistadores, ma essa, nonostante potesse crescere facilmente sotto il sole spagnolo, fu presto dimenticata, a favore di altri alimenti scoperti nelle Americhe.



Proprietà e benefici


Il contenuto di calcio rende i semi di chia una delle fonti vegetali principali di tale minerale, insieme ai semi di sesamo. I semi di chia presentano un contenuto di calcio pari a 600 milligrammi per ogni porzione da 100 grammi. Esso è considerato di 5 volte superiore a quello del latte. Contengono acidi grassi essenziali omega3 per il 20% del loro peso, una caratteristica che li rende affini ai semi di lino e all'olio di lino, altre importantissime fonti vegetali degli stessi. 100 grammi di semi di chia presentano circa 20 grammi di omega3, una proprietà che li rende la fonte vegetale più ricca di questi acidi grassi essenziali.

Anche il loro apporto di vitamina C, ferro e potassio è sorprendente. Essi presentano un contenuto di vitamina C (5,4 milligrammi ogni 100 grammi) di 7 volte superiore rispetto a quello delle arance, un contenuto di potassio (809,15 milligrammi ogni 100 grammi) doppio rispetto alle banane e una presenza di ferro (9,9 milligrammi ogni 100 grammi) tripla rispetto agli spinaci. Non bisogna inoltre sottovalutare la presenza di altri minerali come il selenio, lo zinco ed il magnesio, oltre che il loro contenuto vitaminico che prevede vitamina A, E e B6 oltre alla già citata vitamina C ed a niacina, riboflavina e tiamina.

I semi di chia sono naturalmente ricchi di aminoacidi necessari per la formazione delle proteine da parte dell'organismo, tra cui possiamo trovare metionina, cisteina e lisina (è esclusa la taurina) e di antiossidanti, presenti all'interno di essi in quantità 4 volte superiore rispetto ai mirtilli.

I semi di chia sono ritenuti in grado di svolgere un'azione di controllo del livello degli zuccheri nel sangue, contribuendo ad arginare l'aumento di peso. Sono inoltre considerati benefici a livello dell'apparato cardiovascolare per quanto riguarda la prevenzione delle malattie ad esso legate. Il loro contenuto di aminoacidi, di vitamine e di sali minerali contribuisce a regalare all'organismo un ottimo livello di energia.

Coloro che soffrono di pressione alta potrebbero trovare giovamento aggiungendo i semi di chia alla loro alimentazione, poiché essi sono considerati in grado di contribuire alla regolazione della pressione sanguigna.

I semi di chia sono adatti a coloro che desiderano perdere peso, poiché sono in grado di fornire nutrienti essenziali ed energia senza che l'organismo richieda di assumere grandi quantità di alimenti in sovrappiù.

Le proprietà dei semi di chia non finiscono qui. La loro assunzione è utile in quei soggetti che necessitano di tenere sotto controllo i livelli del colesterolo nel sangue, possibilmente giungendo ad un loro abbassamento. Questi semi non contengono assolutamente glutine e la loro assunzione è quindi possibile anche a coloro che soffrono di celiachia o di intolleranza ad esso.

Per quanto riguarda il loro contenuto calorico, i semi di chia apportano 70 calorie ogni 15 grammi di prodotto, quantità corrispondente a circa un cucchiaio di prodotto, che apporta nel contempo circa 3 grammi di proteine e 7 grammi di carboidrati, oltre agli acidi grassi ed ai sali minerali già elencati. I semi di chia non contengono colesterolo né zuccheri semplici.
Come utilizzarli e conservarli


I semi di chia sono molto piccoli, croccanti e dal sapore piuttosto neutro e per nulla sgradevole. Possono essere aggiunti al muesli della colazione o accompagnati a cereali e altri semi, come i semi di zucca o di girasole, per uno snack salutare e nutriente nel corso della giornata. A differenza dei semi di lino, i semi di chia non irrancidiscono e possono essere conservati anche per anni in dispensa all'interno di un contenitore ben chiuso.

I semi di chia possono essere assunti crudi nella dose di uno o due cucchiai al giorno come integratore alimentare naturale, oppure possono essere utilizzati come condimento per numerosi piatti tra cui insalate, pasta, risotti, orzo, miglio, quinoa, legumi ed altri cereali a piacere. Possono inoltre essere utilizzati come ingredienti da aggiungere a frullati di frutta e/o verdura oppure come elemento decorativo, ma nutriente, su crostini e tartine sui quali siano state spalmati paté di olive o salsine preparate con ortaggi freschi come pomodori, carote o peperoni.

E' ottimo anche l'abbinamento con i sapori dolci; ad esempio i semi di chia possono essere aggiunti a macedonie o essere utilizzati come guarnizione per biscotti plum-cake e torte, preferibilmente a cottura ultimata. I semi di chia possono inoltre essere aggiunti alla frutta cotta – ideale l'abbinamento con mele o pere – oppure nell'ultimazione di zuppe, minestre e vellutate di verdura, ortaggi o funghi.

Esiste un utilizzo dei semi di chia ritenuto particolarmente benefico per la pulizia dell'intestino e per favorire il suo funzionamento. Lasciati in ammollo in acqua a temperatura ambiente, i semi di chia, in grado di assorbire acqua in quantità molto superiore al loro peso, sprigionano un gel benefico che può essere assunto come tale al mattino, preferibilmente a stomaco vuoto. Il gel di semi di chia, così come il gel di semi di lino, ottenuto secondo il medesimo procedimento, può essere utilizzato come sostituto delle uova nella preparazione di torte e biscotti. All'estero vengono inoltre utilizzati per la preparazione di infusi e di cioccolatini dolcificati con la stevia. Infine, possono essere impiegati tra gli ingredienti per la preparazione casalinga del pane integrale.
Dove trovarli
I semi di chia non sono ancora molto diffusi in Italia, ma con un po' di fortuna potranno essere reperiti nelle erboristerie, nelle botteghe del commercio equo e solidale o nei negozi di prodotti biologici e naturali, presso i quali potrebbe esservi la possibilità di ordinarli. Altrimenti i semi di chia possono essere acquistati online.
Fonte: http://www.greenme.it

mercoledì 16 gennaio 2013

Depuriamoci !!!

Depurarsi e disintossicarsi sono due cose fondamentali per star bene e per riportare il nostro corpo ai suoi massimi... Va da sè che la prima cosa da fare è quella di consumare frutta e verdura almeno 5 volte al giorno,in quantità non esagerate, ma tali da dare il giusto apporto di carboidrati quotidiani... Un'ottima cosa è quella di badire dolci, dolcetti, formaggi e insaccati per qualche tempo, regolando anche le dosi di sale e olio ( che andrebbe sempre consumato crudo e mai piu' di 20 grammi al giorno)...
Ma se questo non bastasse? La natura, come sempre ci viene in aiuto..
Abbiamo già parlato degli integratori che ci aiutano in questi casi, come la curcuma, il tarassaco, il carciofo e il peperoncino...
Ma non ancora dell'aceto di mele..
Tutti lo conosciamo come condimento, ma in molti ignorano che abbia proprietà depurative e dimagranti.
Derivato dalla fermentazione del sidro di mele, è estremamente ricco in pectine, che favoriscono il senso di sazietà, quindi ottimo come antifame, ma soprattutto ha un'altissima capacità depurativa, dovuta agli oligominerali presenti...
Quindi che ne facciamo? Se vogliamo un'ottimo depurativo, che ci renderà la pelle liscissima e stupenda, e che favorirà il ripristinarsi del corretto funzionamento dei nostri organi, beh.. E' facilissimo...
Da domattina, appena alzati, ancora a digiuno, un bel bicchiere di acqua tiepida o al massimo a temperatura ambiente, con un cucchiaino di aceto di mele e vedrete in una settimana che risultati...

dott.ssa Paola Piumazzi - Farmacista

I test per le intolleranze alimentari: funzionano davvero?

Le intolleranze alimentari sono delle allergie non allergiche, ovvero il corpo reagisce come a una vera e propria allergia, ma in questo caso il problema è reversibile.
Se ingeriamo una sostanza a cui siamo intolleranti, i linfociti presenti nel nostro corpo fanno fronte a questa aggressione, abbassando le difese immunitarie.
Attualmente le intolleranze effettivamente accertate sono quelle al lattosio e al glutine, anche se in realtà l’intolleranza può essere a qualsiasi alimento e soprattutto, le cause sono ancora ignote. Come abbiamo detto qualche post fa, parlando della celiachia, una delle teorie è che l’introduzione del latte vaccino troppo in anticipo nei neonati, possa far aumentare l’insorgenza della malattia..
Inutile dire che, come per la celiachia, le intolleranze alimentari vanno di moda negli ultimi anni. Ogni cosa che capita, ogni piccolo fastidio intestinale, sono intolleranze alimentari.. Sempre e comunque.
In molti casi è effettivamente così, ma una delle domande che più ci vengono rivolte è come fare a scoprire se l’intolleranza c’è o meno..
I test sono numerosi, ma la possibilità di un falso positivo è abbastanza alta. Ci sono test non convenzionali e test scientifici, ma non prenderemo in considerazione i primi, in quanto basati su metodi empirici e discutibili, mentre quelli scientifici sono nati proprio in risposta al dilagare di questi test un po’ assurdi spuntano come i funghi, anche se la realtà dei fatti è che non ci sono a oggi test che garantiscano un risultato sicuro al 100%.
I parametri che rendono impossibile un’ accuratezza nei test scientifici sono la sensibilità del soggetto, ovvero la probabilità che il soggetto possa presentare un test positivo. Se il test è affidabile dovrebbe essere del 100%, i test non convenzionali arrivano al 30 %, mentre quelli scientifici arrivano al massimo al 70%.
La specificità, ovvero la probabilità che il soggetto presenti un test negativo. Dovrebbe essere 1, ma i test attualmente esistenti. Può capitare spesso che ci siano soggetti perfettamente sani che risultino positivi al test..
La tipologia di alimenti, in quanto ci sono alimenti per i quali è piuttosto complesso dimostrare un’intolleranza. C’è un test, chiamato Vega test, che viene usato per cercare intolleranze in alimenti come cioccolato o lecitina di soia, altri come il DRIA, raffinano gli alimenti stessi prima della ricerca, anche se questa semplificazione non rende più semplice (scusatemi il gioco di parole) trovare l’intolleranza..
La quantità di alimenti è molto importante, più se ne ricercano più è complicato trovare l’intolleranza.
Le estensioni.. Scoperta un’intolleranza, viene tolto l’alimento positivo, ma spesso la situazione non migliora, al punto che è necessario levare anche altri alimenti correlati. Per esempio, se una persona è intollerante ai lieviti, il più delle volte non basta eliminare il lievito chimico, ma anche lo yogurt, l’aceto e tutto ciò che lievita.
A oggi quindi, cari i miei intolleranti, l’unico rimedio effettivamente valido è sospendere l’alimento che sembra darvi il problema per almeno 3 settimane. Si può valutare subito se la situazione migliora o meno. Nel caso non cambiasse nulla, si eliminano gli alimenti correlati per altre 3 settimane e si attendono i risultati.
L’unica soluzione è eliminare l’alimento per un certo periodo di tempo, che viene solitamente stabilito da un dottore (a cui voi vi sarete rivolti per parlare del vostro problema), un dietologo o il vostro nutrizionista, per poi reintrodurlo poco alla volta, fino a rientrare nella vostra routine, senza più fastidiosissimi problemini….

dott.ssa Paola Piumazzi - Farmacista
dal sito www.farmacistionline.net